Il Tirreno

Prato

«Aspettiamo a dire che la crisi è finita»

Uno stand e il presidente Philip Pasquet
◗
Uno stand e il presidente Philip Pasquet

Il presidente Pasquet invita a essere cauti sul futuro

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. I risultati, visti il periodo da cui si arriva, sono a cinque stelle per la maggior fiera tessile del mondo. Gli orientali l'hanno scelta come punto di riferimento per conoscere meglio il mercato europeo e tanti sono i consensi arrivati. Eppure il presidente di Premiere vision Philip Pasquet è cauto. Continuiamo a seminare ma aspettiamo di vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, è il suo messaggio.  Un'edizione, quella appena terminata, che ha dato grandi soddisfazioni.  «E' la prima edizione negli ultimi anni in cui si è registrato questo livello di sorrisi. Questo però non significa che si possa parlare già di ripresa. Ancora ci sono dubbi sul contesto economico generale e solo nei prossimi mesi potremo avere delle certezze. E' indubbio che coloro che sono venuti in fiera avevano una gran voglia di vedere cose nuove, scoprire nuovi prodotti. L'atmosfera era quella di una prospettiva di mercato del tutto nuova. Si respirava un entusiasmo generale».  Dal punto di vista dei numeri com'è andata?  «I numeri parlano di un incremento dell'8% dei visitatori rispetto all'edizione di settembre 2009. E la sensazione è stata che a una maggiore quantità si possa abbinare anche una maggiore qualità. Abbiamo avuto un incremento di tutti i primi 15 paesi visitatori di Premiere Vision, dei principali mercati europei, degli Stati Uniti, della Cina del Giappone. Ma anche di Corea del sud, del Brasile e della Turchia. Per noi sono risultati ottimi dato che per Premiere il livello di internazionalizzazione è alto».  Prato è tra le realtà che più ha sofferto per la crisi ma in questa fiera anche gli imprenditori toscani sono stati particolarmente soddisfatti.  «In questa edizione avevamo 119 tessitori pratesi ad esporre su un totale di 680 imprese presenti. E' per noi la zona numericamente più importante. Una presenza così massiccia, anche se ci sono i naturali ingressi e uscite di aziende, non mi rende così sicuro che sia stata l'area tessile più in crisi d'Europa. Anche Como e le imprese francesi hanno avuto problemi seri. Fuori dalle difficoltà in tutto il mondo ci sono solo Cina, Brasile e India»  Quali sono i progetti futuri?  «A fine mese parteciperemo alla fiera di Mosca con 60 espositori e nella seconda metà di ottobre andremo a Shanghai con un gruppo mirato e specializzato nell'alta gamma: 40 aziende di cui due pratesi. Poi toccherà alla fiera che organizziamo in collaborazione con gli agenti giapponesi. Quest'ultima è una delle operazioni più difficili a causa del mercato del Giappone che è molto interessante dal punto di vista della qualità della richiesta, specialmente per il tessile da donna, ma che è in serissime difficoltà».  Quando ha in agenta una visita a Prato?  «Verrò sicuramente a metà novembre per la presentazione delle tendenze moda primavera-estate 2012. Siamo molto attenti ai rapporti con Prato e quindi non è escluso che potrei passare anche prima». I.R.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa