Il dolore
Raid di un commando cinese notte da incubo a Poggio
Eleonora Barbieri
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La conferenza stampa in questura dopo l’arresto dei cinesi che preparavano rapine e sequestri2 MINUTI DI LETTURA
POGGIO A CAIANO. Immobilizzati per due ore con nastro adesivo. E' stata una notte da incubo per due coniugi cinesi e i loro 4 operai. Poco prima delle 2 un commando composto da almeno 5 connazionali ha fatto irruzione nella ditta in via Michelangelo, nella zona artigianale di Candeli a Poggio. Il volto era travisato da passamontagna ed avevano con sé ogni tipo di arma: pistole, tubi di ferro e coltelli. Il titolare della confezione ha tentato di opporsi, ma è stato messo all'angolo e insieme alla moglie e ai quattro dipendenti, è stato immobilizzato con del nastro adesivo. A questo punto la banda ha potuto agire indisturbata e ripulire l'azienda di tutto ciò che poteva avere un valore sotto gli sguardi impotenti dei legittimi proprietari. Tra denaro contante, computer portatili, cellulari e gioielli, il bottino ammonta a circa 20mila euro. Terminate le operazioni "di pulizia", i rapinatori se la sono data a gambe, forse a bordo di un'autovettura. A dare l'allarme ai carabinieri sono state le stesse vittime che una volta soli sono riusciti a liberarsi dal nastro adesivo. Nell'iniziale colluttazione con i malviventi, l'imprenditore ha riportato delle lievi contusioni, ma ha rifiutato le cure. Ovviamente riuscire a cavare dalla loro bocca informazioni utili per le indagini è un'impresa titanica sia per le difficoltà linguistiche che per la coriacea riservatezza cinese. I carabinieri della stazione di Poggio e il personale del Nucleo investigativo, hanno effettuato una ricerca nella zona, ma senza alcun esito. A peggiorare la ricostruzione dei fatti l'assenza di testimoni, oltre le vittime, e di telecamere di sicurezza che invece, di solito, abbondano in prossimità di aziende cinesi. Con questo episodio salgono a quattro i casi conosciuti di rapine in danno alle ditte gestite da cinesi da parte di bande di connazionali. Senza dimenticare che circa una settimana fa la polizia di Prato ha bloccato e arrestato un cinese che nel suo zaino conservava gelosamente passamontagna, due pistole e un mazzo di fascette. Stava per incontrarsi con altri due connazionali, probabilmente per fare "visita" a qualche ditta del Macrolotto o nelle zone industriali dei comuni della provincia come ha fatto il commando della notte scorsa a Poggio a Caiano.
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