Il Tirreno

Prato

Lascio una culla e prendo i jeans

Maria Lardara
In tanti alle bancarelle del mercato dello scambio
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In tanti alle bancarelle del mercato dello scambio

Debutta il mercatino del baratto, tanti scambi senza soldi

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 PRATO. Ieri mattina Norma Bilotti si è alzata alla buon'ora per fare un salto al mercato della filiera corta, in piazza del Mercato Nuovo, ma ha pensato bene di tornarci una seconda volta. Armata di un vaso e due camicette, l'anziana signora si è liberata di tutto per portare a casa tre foulard.  Diverso l'affare per Rita che si è accaparrata un paio di jeans "svecchiando" i suoi orecchini e un libro, mentre Enza de Simone dell'associazione "Luna e Sole", ha barattato la culla del figlio, vecchia di 30 anni e custodita in soffitta, al posto di un comodino colorato. Ieri mattina, fra gli stand del primo Mercato del baratto di Prato, promosso dalla delegazione pratese del Cesvot, nell'ambito del progetto "Sos Teniamoci" e con l'adesione di una ventina di associazioni di volontariato, non circolava denaro.  Il principio era quello di scambiarsi oggetti che si accumulano negli armadi che non piacciono più, ma che potrebbero interessare a qualcuno, cullandosi nell'idea che vivere gratis si può. Una filosofia di vita che non dispiace a tanti pratesi, stanchi dello spreco e del consumismo, accorsi agli stand delle associazioni che hanno messo in esposizione di tutto un po': dall'abbigliamento ai casalinghi, dall'elettronica a oggetti creati realizzati con materiale di riciclo. Quello del baratto non è solo un "ritorno alle origini", ma anche una pratica che fa tendenza. Come dimostra anche il sito www.zerorelativo.it, una community virtuale di scambio "di tutto un po'" alla quale di sono registrati molti pratesi.  E allo stand di "Riciclidea", ieri mattina, era un viavai di merce di scambio. Soprattutto grazie alla creatività di sei giovani pratesi che hanno messo su un'associazione e recuperato anche dalla spazzatura oggetti, trasformandoli in complementi d'arredo.  Con un po' di fantasia e di fiuto per il pezzo esclusivo, qualcuno ha portato a casa un tavolino per il salotto, ricavato da una pietra trovata nel bosco e avente come base d'appoggio le zampine di un armadio da buttare via.  E ancora, il collo alto di un maglione vecchio che si è trasformato in vaso per una pianta grassa, può essere giudicato l'equivalente di un servizio da tavola e scambiato: non c'è una regola nel baratto, basta mettersi d'accordo tra contrattatori.  «In fondo il pratese nasce come cenciaiolo che ricicla gli stracci», sorride Derry Ciaramelli di "Riciclaidea". Chissà se si ripeterà il Mercato del baratto: l'esperimento di ieri è riuscito alla grande e, come dichiarato da Cristina Tacconi, vicepresidente del Cesvot pratese (che ieri mattina ha tagliato il nastro insieme all'assessore alle Attività produttive Roberto Caverni), ha richiamato solo nella mattina oltre un centinaio di persone. «L'importanza di questa iniziativa - ha sottolineato Tacconi - sta nel coinvolgimento del mondo del volontariato e nel messaggio di creare un'alternativa al consumismo e allo spreco. Lavoreremo per riproporlo prossimamente, contando sull'appoggio del Comune».

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