Il Tirreno

Prato

Rappresentante trovato morto a Ferragosto: ucciso dalla droga mentre era con una lucciola

Giallo di Canneto, arriva la svolta Tre cinesi finiscono in carcere

Paolo Nencioni
Giallo di Canneto, arriva la svolta Tre cinesi finiscono in carcere

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PRATO. A uccidere Enrico Ponzecchi, il rappresentante di materie prime tessili trovato morto all'alba di Ferragosto sul ciglio della strada in via di Canneto, è stata una dose eccessiva di chetamina, conosciuta anche come la droga dei cinesi. E sono cinesi le tre persone arrestate mercoledì dalla squadra mobile della polizia, una donna e due uomini, lei sulla quarantina, gli altri più giovani, La donna, una prostituta, è accusata di aver ceduto la dose letale a Ponzecchi (dunque, morte in conseguenza di altro reato, l'articolo 586 del Codice penale), occultamento di cadavere e spaccio. Ai due cinesi invece viene contestato il favoreggiamento nell'occultamento del cadavere, la stessa accusa di cui dovrà rispondere un italiano, che però è stato denunciato a piede libero.  Come si era sospettato fin dalle prime ore dopo la scoperta del cavadere, la morte di Ponzecchi è avvenuta durante un incontro con una prostituta orientale. Il decesso risalirebbe al pomeriggio del 14 agosto ed è accaduto in un'abitazione del centro. Poi la prostituta avrebbe chiamato tre suoi amici e clienti per farsi aiutare a portare il cadavere in via di Canneto.  A differenza di quanto riferito nei primi giorni di indagini, quando si parlò di morte per cause naturali, il decesso è stato provocato da una dose eccessiva di chetamina, un potente anestetico nato per gli animali e ora usato come stupefacente, soprattutto nella comunità cinese.  Forse è stato proprio questo particolare a indirizzare subito le indagini nel verso giusto. Ma certo un contributo importante lo hanno dato i telefoni, soprattutto quello della prostituta, perché pare che quello del morto fosse spento dalla mattina del 14.  Gli uomini coordinati dal capo della squadra mobile, Francesco Nannucci, sono comunque risaliti dalla vittima alla prostituta e poi agli altri suoi clienti. Pare che la donna avesse una clientela soprattutto italiana e di un certo livello. Molti di questi clienti sono stati convocati al terzo piano della Questura e interrogati, fino a quando non è saltato fuori il coinvolgimento di uno di loro e quello dei due cinesi nell'occultamento del cadavere.  Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Enrico Ponzecchi, 54 anni, si è sentito male durante un incontro con la prostituta, che si è spaventata e anziché chiamare un'ambulanza ha aspettato un po' e infine ha chiamato il suo cliente italiano e i due connazionali chiedendo di essere aiutata a portare via il cadavere. L'operazione è stata fatta in piena notte e il corpo di Ponzecchi è stato scaricato in via di Canneto, dove avrebbe potuto essere facilmente ritrovato. Poi l'italiano avrebbe ospitato la prostituta a casa sua.  Raccolti gli elementi di prova, la squadra mobile ha chiuso il cerchio e mercoledì mattina, su disposizione del sostituto procuratore Eligio Paolini, ha eseguito le tre ordinanze di custodia cautelare.  Caso praticamente risolto, dunque. L'unico aspetto da chiarire, e non è di poco conto, è se Ponzecchi potesse essere salvato se la prostituta non si fosse spaventata. Era sicuramente già morto quando è stato lasciato sul ciglio della strada, ma c'è il sospetto che potesse cavarsela se subito dopo il malore fosse stata chiamata un'ambulanza. Al momento, comunque, nessuno è accusato di omissione di soccorso.

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