Il Tirreno

Prato

“Cittadinanzattiva” lancia la proposta per abbattere i costi e ridurre gli sprechi. Gli sconti a partire dalle 18

Fornai, vendete il pane a metà prezzo

Un fornaio al lavoro
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Un fornaio al lavoro

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 PRATO. Risparmiare sull'acquisto del pane è possibile. Ne è convinto "Prontoconsumatori", lo sportello di Cittadinanzattiva, che ha lanciato una proposta ai fornai e panettieri di Prato e provincia: vendere il pane di ogni tipo e pezzatura dalle 18 in poi a metà prezzo. Un'iniziativa per venire incontro ai portafogli sempre più vuoti dei consumatori pratesi tenendo conto che il pane, seppure acquistato nel tardo pomeriggio, è sempre buono anche il giorno dopo.  L'esperimento partirà il 1 ottobre e si concluderà il 31 dicembre 2010. Se avrà successo, naturalmente, avrà un seguito. «E' una proposta - spiega Fabio Baldi, responsabile di Cittadinanzattiva - che presentiamo a tutela dei consumatori e contro lo spreco del pane. Come sportello di "Prontoconsumatori" abbiamo fatto un'indagine sul costo del pane (al consumatore) limitandoci solo alla classica pezzatura da un chilo. Abbiamo acquistato il pane in una quarantina di esercizi. Abbiamo potuto verificare - prosegue Baldi - che in città i prezzi oscillano da 1 euro nella grande distribuzione, fino a 2,90 euro "col trucco". Nella maggioranza dei casi trattati il pane da 1 chilo è venduto nei forni e nelle panetterie, al prezzo a peso di 1,90 euro al chilo. Mentre quando viene venduto a pezzo normalmente si attesta a 2 euro pur superando il peso di un chilo. Solo in rari casi abbiamo constatato la vendita del filone di pane a 1,90 euro a pezzo».  Ciò che sorprende di più è che «in assenza, voluta, di pezzatura da un chilo vengono consegnati due filoncini da 500 grammi. In questo caso il prezzo del pane lievita, è il caso di dirlo, di oltre il 40%» sottolinea Baldi. «Non siamo voluti entrare nell'analisi della congruità del costo del pane - prosegue Baldi - ovvero se il prezzo di vendita sia più o meno giustificato. Di certo vi sono delle anomalie e degli sprechi certi. Non credo, per esempio, che tutto il pane avanzato vada davvero a finire alla mensa dei poveri. E' molto più probabile, come è risultato anche in passato, che venga gettato nei cassonetti».  Ora, insomma, occorrerà vedere se fornai e panettieri accoglieranno la proposta del prezzo scontato. Appena vi saranno adesioni il Tirreno ne darà conto. G.C.

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