Il Tirreno

Prato

«Più attese, più smog Spostarsi senza Lam è ormai impensabile»

Barbara Burzi
A destra Massimo Carlesi ai tempi del varo delle Lam
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A destra Massimo Carlesi ai tempi del varo delle Lam

Massimo Carlesi, l'ex assessore che lanciò il servizio, spiega quale potrebbero essere gli effetti dei tagli

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 PRATO. «Chi viaggia con la Lam si faccia sentire: eliminare questo servizio significa tornare al passato» è l'opinione di Massimo Carlesi, l'ex assessore alla Mobilità che nel 2003 tenne a battesimo le Linee d'Alta Mobilità con la pretesa di rivoluzionare il traffico urbano. Primo passo di un «cammino virtuoso» che oggi rischia d'interrompersi a causa dei tagli.  Quello che si profila per i pratesi, secondo il "papà" delle Lam, è uno scenario desolante. «Una scelta del genere ci costringerà a tornare indietro quando c'erano solo gli autobus di linea con frequenza di 15-20 minuti - spiega - un servizio per niente appettibile perché non è altrettanto comodo».  Addio, dunque, ai benefici derivanti dal trasporto pubblico efficiente e veloce quali «l'alleggerimento del carico di traffico intorno al centro e il conseguente abbassamento dei livelli d'inquinamento» sostiene Carlesi. «Senza contare - prosegue - che le Lam hanno portato in centro molta più gente di quella che riuscirebbero a portare i mezzi privati: da una parte le 40 persone che possono salire su un autobus contro le 5 al massimo che può trasportare una macchina». I numeri parlano di milioni di pratesi che normalmente si spostano da una parte all'altra della città in Lam: per raggiungere il centro, l'ospedale, la Questura e gli altri punti chiave del territorio. «Dall'attivazione della prima linea Blu nell'aprile del 2003 si è passati da 4,5 milioni di trasportati a 10 milioni con l'avvento della Rossa -fa notare Carlesi - a dimostrazione del fatto che non si tratta di un servizio utilizzato solo da studenti e pensionati. Bisogna essere chiari: se non verrà più finanziato, per i cittadini aumenteranno le spese perché viaggiare in automobile costa assai di più del trasporto pubblico».  Tuttavia, «ci sono le condizioni perché non venga a mancare» sostiene con convinzione. «Auspico che il Comune apra al più presto un tavolo con Provincia e Regione affinché si possa cominciare ad affrontare questi problemi - dice - sarebbe oppurtuno, per esempio, fare delle verifiche in Toscana e tagliare dove risultano delle sovrapposizioni di trasporto veloce. Non sarebbe questo il caso di Prato». Al momento non ci sono garanzie di riuscire a mantenere il servizio tantomeno di migliorarlo. «La Lam è arrivata alla fine di un lungo percorso cominciato nel 2001 con una serie di verifiche sui carichi di traffico - spiega - la necessità di alleggerire certi nodi intorno al centro, che poi ha prodotto la costruzione del sottopasso di Pratilia, l'eliminazione dei semafori dalla tangenziale per permettere di scorrere e la costruzione dei parcheggi scambiatori; è stato il lavoro propedeutico al Piano urbano di mobilità 2002-04».  Grazie ai finanziamenti regionali si è potuto creare le corsie preferenziali dove far correre gli autobus per il trasporto veloce. «Oggi servirebbero delle migliorie - precisa il capogruppo del Pd - il piano prevedeva il potenziamento delle corse in una serie di zone dove in questi anni la popolazione è cresciuta: la sud e la ovest. Credo che di fronte a un piano serio, la Regione si dimostrerebbe sensibile».

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