Sicurezza
«Un successo della città»
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E' combattuta tra il basso profilo che spetta a un funzionario dello Stato («io non faccio politica») e la legittima soddisfazione, anche personale, per quello che definisce un «successo». Il giorno dopo l'incontro di Roma, a ricordare al prefetto Maria Guja Federico il buon risultato del suo lavoro c'è anche il sito del Viminale che dà ampio risalto nella sua prima pagina all'accordo per Prato.
«E' la dimostrazione - attacca il prefetto - che quando la città si muove unita, i risultati si ottengono. E mi piace ricordarlo a pochi giorni dalle polemiche che hanno diviso le istituzioni», aggiunge con chiaro riferimento alla bufera sul Corteggio. Il prefetto sottolinea l'importanza del Tavolo interministeriale istituito a Roma per volontà del ministro Maroni: «Il dato principale è il riconoscimento che Prato è ormai un caso nazionale, all'attenzione del governo. Si riconosce che non bastano gli strumenti ordinari per fronteggiarlo e c'è la consapevolezza che i problemi di Prato si possono replicare in altre parti d'Italia. Qui si studierà il fenomeno e si elaboreranno le risposte da dare, che potranno servire anche altrove». Quali risposte? «Abbiamo chiesto interventi che facciano di Prato una "deroga", rispetto a tante indicazioni nazionali. Faccio un esempio: se l'obiettivo è controllare le ditte cinesi, ma l'Agenzia delle entrate dà come input nazionale la verifica delle parrucchiere e l'Ispettorato del lavoro i controlli dei meccanici, è chiaro che non avrò poi la partecipazione alle nostre iniziative del personale di questi enti sul territorio. Insomma, se decidiamo che la priorità è una, bisogna che tutti gli uffici periferici dello Stato si muovano di conseguenza e in sintonia». «Abbiamo anche chiesto che gli organici degli uffici periferici vengano rimpinguati - prosegue - In particolare ci aspettiamo l'arrivo di personale con competenze specifiche, legate ai problemi del nostro territorio. Da Prato dovranno arrivare anche eventuali proposte di modifiche legislative. Alcune sono già state presentate - sul codice della strada, sui money transfer - e sono ora al vaglio del ministero». Detto che il il Tavolo cittadino per Prato sicura rimarrà al suo posto e continuerà il suo lavoro, il prefetto ci tiene a ringraziare lo sforzo di tante persone (polizia, carabinieri, finanza, vigili urbani, agenzia delle entrate, Inail, Inps, forestale, Asl, vigili del fuoco, Ispettorato del lavoro). Testimoniato dal fatto che nei primi sei mesi del 2010 i controlli sono stati 106, quanti in tutto il 2009.
«C'è un filo diretto tra Prato e i ministeri, che noi cercheremo di utilizzare al meglio», conclude il prefetto. E mostra uno dei trofei riportati da Roma: i biglietti da visita con i numeri di telefono e dei dirigenti a capo dei ministeri. Pa. To. PRATO. E' combattuta tra il basso profilo che spetta a un funzionario dello Stato («io non faccio politica») e la legittima soddisfazione, anche personale, per quello che definisce un «successo». Il giorno dopo l'incontro di Roma, a ricordare al prefetto Maria Guja Federico il buon risultato del suo lavoro c'è anche il sito del Viminale che dà ampio risalto come prima notizia all'accordo per Prato. «Sì, è stato un successo - spiega il prefetto - la dimostrazione che quando la città si muove unita, i risultati si ottengono. E mi piace ricordarlo a pochi giorni dalle polemiche che avevano diviso le istituzioni», aggiunge con chiaro riferimento alla bufera sul Corteggio. Ci tiene, il prefetto, a chiarire e sottolioneare l'importanza del Tavolo istituito a Roma per volontà del ministro dell'Interno Maroni e affidato al sottosegretario Mantovano, che avrà il coordinerà la partecipazione attiva di cinque ministeri. «Intanto bisogna sottolineare che le richieste venute dal Tavolo cittadino per Prato sicura (che rimane al suo posto e continua il suo lavoro) hanno trovato ascolto a Roma. Prato è ormai un caso nazionale, all'attenzione del governo. per i numeri, per la collocazione territoriale; si dice che c'è bisogno di un'organizzazione specifica, che non bastano strumenti ordinari per fronteggiarla C'è la consapevolezza del governo che i problemi di Prato si possono replicare in altre parti d'Italia. Qui si studierà il fenomeno e le risposte da dare che potranno servire anche altrove. C'è un filo diretto tra con i ministeri, che noi cercheremo di utlizzare al meglio». E mostra uno dei trofei riportati da Roma, i biglietti da visita con i numeri di telefono e i contatti dei dirigenti a capo dei dei ministeri. Abbiamo chiesto interventi che facciano di Prato una specie di eccezione, di deroga, rispetto a tante indicazioni nazionali, per armonizzare gli obiettivi. In sostanza dovrebbe essere la peculiare sistuazione di Prato a dettare l'agenda degli obiettivi e gli enti superiori dovrebbero accordare le loro azioni. Faccio un esempio: se l'obiettivo di Prato è controllare le ditte cinesi, ma l'Agenzia delle entrate dà come input nazionale la verifica delle parrucchiere e l'Inps non avrò poi la partecipazione del personale di questi enti sul territorio. Insomma, se decidiamo che la priorità è una, bisogna che tutti gli uffici periferici dello Stato si muovano di conseguenza e in sintonia. E questa è già una deroga. Abbiamo anche chiesto che gli organici deghli uffici periferici vengano rimpinguati. In particolare ci aspettiamo l'arrivo di personale con competenze specifiche, legate ai problemi del nostro territorio.
Voglio ringraziare il lavoro di tante persone. testimoniato dal fatto che nel 2009 i controlli alle aziende straniere sono stati 106, ma quel numero 106, nel 20101 è stato raggiunto nei soli primi sei mesi. sforzo di tante persone: polizia, carabinieri, finanza, vigili urbani, agenzia delle entrate, inail, inps, forestale, asl, vigili del fuoco, ispettorato del lavoro. malgrando le carenze di organico modifiche legislative e organizzative
«E' la dimostrazione - attacca il prefetto - che quando la città si muove unita, i risultati si ottengono. E mi piace ricordarlo a pochi giorni dalle polemiche che hanno diviso le istituzioni», aggiunge con chiaro riferimento alla bufera sul Corteggio. Il prefetto sottolinea l'importanza del Tavolo interministeriale istituito a Roma per volontà del ministro Maroni: «Il dato principale è il riconoscimento che Prato è ormai un caso nazionale, all'attenzione del governo. Si riconosce che non bastano gli strumenti ordinari per fronteggiarlo e c'è la consapevolezza che i problemi di Prato si possono replicare in altre parti d'Italia. Qui si studierà il fenomeno e si elaboreranno le risposte da dare, che potranno servire anche altrove». Quali risposte? «Abbiamo chiesto interventi che facciano di Prato una "deroga", rispetto a tante indicazioni nazionali. Faccio un esempio: se l'obiettivo è controllare le ditte cinesi, ma l'Agenzia delle entrate dà come input nazionale la verifica delle parrucchiere e l'Ispettorato del lavoro i controlli dei meccanici, è chiaro che non avrò poi la partecipazione alle nostre iniziative del personale di questi enti sul territorio. Insomma, se decidiamo che la priorità è una, bisogna che tutti gli uffici periferici dello Stato si muovano di conseguenza e in sintonia». «Abbiamo anche chiesto che gli organici degli uffici periferici vengano rimpinguati - prosegue - In particolare ci aspettiamo l'arrivo di personale con competenze specifiche, legate ai problemi del nostro territorio. Da Prato dovranno arrivare anche eventuali proposte di modifiche legislative. Alcune sono già state presentate - sul codice della strada, sui money transfer - e sono ora al vaglio del ministero». Detto che il il Tavolo cittadino per Prato sicura rimarrà al suo posto e continuerà il suo lavoro, il prefetto ci tiene a ringraziare lo sforzo di tante persone (polizia, carabinieri, finanza, vigili urbani, agenzia delle entrate, Inail, Inps, forestale, Asl, vigili del fuoco, Ispettorato del lavoro). Testimoniato dal fatto che nei primi sei mesi del 2010 i controlli sono stati 106, quanti in tutto il 2009.
«C'è un filo diretto tra Prato e i ministeri, che noi cercheremo di utilizzare al meglio», conclude il prefetto. E mostra uno dei trofei riportati da Roma: i biglietti da visita con i numeri di telefono e dei dirigenti a capo dei ministeri. Pa. To. PRATO. E' combattuta tra il basso profilo che spetta a un funzionario dello Stato («io non faccio politica») e la legittima soddisfazione, anche personale, per quello che definisce un «successo». Il giorno dopo l'incontro di Roma, a ricordare al prefetto Maria Guja Federico il buon risultato del suo lavoro c'è anche il sito del Viminale che dà ampio risalto come prima notizia all'accordo per Prato. «Sì, è stato un successo - spiega il prefetto - la dimostrazione che quando la città si muove unita, i risultati si ottengono. E mi piace ricordarlo a pochi giorni dalle polemiche che avevano diviso le istituzioni», aggiunge con chiaro riferimento alla bufera sul Corteggio. Ci tiene, il prefetto, a chiarire e sottolioneare l'importanza del Tavolo istituito a Roma per volontà del ministro dell'Interno Maroni e affidato al sottosegretario Mantovano, che avrà il coordinerà la partecipazione attiva di cinque ministeri. «Intanto bisogna sottolineare che le richieste venute dal Tavolo cittadino per Prato sicura (che rimane al suo posto e continua il suo lavoro) hanno trovato ascolto a Roma. Prato è ormai un caso nazionale, all'attenzione del governo. per i numeri, per la collocazione territoriale; si dice che c'è bisogno di un'organizzazione specifica, che non bastano strumenti ordinari per fronteggiarla C'è la consapevolezza del governo che i problemi di Prato si possono replicare in altre parti d'Italia. Qui si studierà il fenomeno e le risposte da dare che potranno servire anche altrove. C'è un filo diretto tra con i ministeri, che noi cercheremo di utlizzare al meglio». E mostra uno dei trofei riportati da Roma, i biglietti da visita con i numeri di telefono e i contatti dei dirigenti a capo dei dei ministeri. Abbiamo chiesto interventi che facciano di Prato una specie di eccezione, di deroga, rispetto a tante indicazioni nazionali, per armonizzare gli obiettivi. In sostanza dovrebbe essere la peculiare sistuazione di Prato a dettare l'agenda degli obiettivi e gli enti superiori dovrebbero accordare le loro azioni. Faccio un esempio: se l'obiettivo di Prato è controllare le ditte cinesi, ma l'Agenzia delle entrate dà come input nazionale la verifica delle parrucchiere e l'Inps non avrò poi la partecipazione del personale di questi enti sul territorio. Insomma, se decidiamo che la priorità è una, bisogna che tutti gli uffici periferici dello Stato si muovano di conseguenza e in sintonia. E questa è già una deroga. Abbiamo anche chiesto che gli organici deghli uffici periferici vengano rimpinguati. In particolare ci aspettiamo l'arrivo di personale con competenze specifiche, legate ai problemi del nostro territorio.
Voglio ringraziare il lavoro di tante persone. testimoniato dal fatto che nel 2009 i controlli alle aziende straniere sono stati 106, ma quel numero 106, nel 20101 è stato raggiunto nei soli primi sei mesi. sforzo di tante persone: polizia, carabinieri, finanza, vigili urbani, agenzia delle entrate, inail, inps, forestale, asl, vigili del fuoco, ispettorato del lavoro. malgrando le carenze di organico modifiche legislative e organizzative
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