Finanza
«Siamo condannati a morte»
Alessandro Pattume
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La nuova Coop di via Montalese I commercianti di via Montalese attendono l'apertura della Coop
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MONTEMURLO. «Siamo come condannati a morte», dice la titolare dell'alimentari "Il buon pane" di via Montalese. L'apertura della Coop di Montemurlo si avvicina e tra i negozianti della zona lo sconforto sta per raggiungere il culmine. Pochi affari e ancor meno prospettive, soprattutto per chi vende al dettaglio. Tra una viabilità che non aiuta e promesse non mantenute. «Siamo in attesa della gogna - continua la titolare de "Il buon pane" - Aspetterò un mese, forse due, poi sarò costretta a chiudere. Me ne sono andata da Viaccia perchè misero un senso unico che mi portò via tutti i clienti - continua - Adesso, a Montemurlo, non solo hanno cambiato la viabilità ma apre pure una Coop con il danno economico che comporta per me». Rabbia, sconforto, e rassegnazione, ma anche richieste precise. «Da queste parti negli ultimi due anni non si è visto un politico - precisa ancora la signora - E soprattutto non hanno mai pensato di fare, per esempio, un consiglio aperto su questa tragedia. Siamo come nel medioevo: è normale che il pesce grosso mangi quello piccolo». Il giorno dell'apertura della nuova Coop come il giorno del giudizio. L'inizio della fine per tanti negozi aperti magari da decenni. Come la storica ferramenta "Giusti", attiva dal 1956. Il titolare, che di nome fa Sauro, non le manda certo a dire. «Chi dice che le cose migliorano dice il falso - spiega da dietro il bancone - Io lo stipendio non riesco a prenderlo ed è dal 2000 che le cose peggiorano sempre di più. La verità è che non ce la fa nessuno e che la Coop ci farà chiudere tutti - conclude - perchè da noi, poi, non ci verrà più nessuno». Via Montalese è coperta di rabbia. Alla pasticceria "Pacha Mama", aperta da tre anni, la titolare Emanuela scandisce la tempistica della crisi.«La nuova viabilità della Montalese mi ha fatto perdere i clienti provenienti da Montale - spiega - E adesso l'apertura della Coop, e la pasticceria che aprirà lì, mi costringerà a chiudere del tutto. Il peggio deve ancora venire - conclude - Non sono servite a niente le firme per cambiare la viabilità e noi che ci siamo indebitati adesso non sappiamo più cosa fare». A non temere l'apertura del colosso della distribuzione sono soprattutto i negozi specializzati come l'ottica Piazzini, chi fa la pasta fresca da 25 anni o la fiorista "Claudia". Chi è specializzato sopravvive, ma chi è specializzato nel sostentamento altrui, come il fruttivendolo "La contadina", aperto da quattro anni, è destinato a ben altra sorte. «Abbiamo aperto quattro anni con la vendita diretta dei nostri prodotti - raccontano le due titolari - Andava tutto bene, quando aprirà la Coop sarà tutto diverso».
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