Attenzione
Ristoratori cinesi preparano i ricorsi
Maria Lardara
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Il ristorante Kaiyue Si sentono discriminati e si sono rivolti a un legale. «Ordinanza razzista»
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PRATO. Finora hanno tenuto la bocca chiusa anche perché, nolenti o volenti, le regole sono regole e vanno rispettate. Ma quell'ordinanza che impone loro di buttare giù la saracinesca e sgombrare alla mezzanotte, molti ristoratori dagli occhi a mandorla non l'hanno proprio digerita. Decisi a non farla passare liscia su questo provvedimento, disposti a giocare la carta legale affidandosi a un avvocato italiano per fare in modo che l'ordinanza venga sospesa. Anche a costo di ricorrere al Tar. E' questa l'intenzione che si è manifestata ieri pomeriggio, durante una riunione a porte chiuse al ristorante "L'angolo del cielo" di via Pistoiese. Tutti a tavolino a sventolare il testo dell'ordinanza e a chiedere consiglio a un avvocato pratese che, per il momento, preferisce rimanere nell'anonimato. «Al momento dell'investitura ufficiale - assicura - fornirò tutti i dettagli sull'iniziativa legale intrapresa». Così facevano la voce grossa ieri pomeriggio i ristoratori e baristi di via Pistoiese, via Filzi e via da Filicaia. Animatore della protesta è Lin Xia, che ha già scontato sulla sua pelle il nuovo corso con una multa fioccata la seconda notte dall'entrata in vigore del regolamento. «Lo consideriamo razzista nei nostri confronti perché crea discriminazione e concorrenza sleale. A questo punto, se il Comune vuole farci lavorare a queste condizioni, dovrebbe smettere di dare le licenze. A distanza di una settimana - fa notare Xia - abbiamo subito una perdita media di 500 euro a sera. Chiediamo uguaglianza e reciprocità per tutti. Perché i pratesi chiudono i locali alle 2 e noi invece a mezzanotte? Sappiamo che alcuni residenti si sono lamentati dei rumori notturni, ma mai nessuno è venuto a lamentarsi con noi». Il timore è che così gli affari andranno sempre peggio: «Succederà se dobbiamo mandare via i clienti alle 23, o addirittura non farli entrare preventivamente, per darci modo di sgombrare entro mezzanotte. Alla lunga non riusciremo a pagare l'affitto e i dipendenti: saremo costretti a chiudere l'attività». E allora sì che lo scenario di una Chinatown deserta, lasciata vacante dai cinesi, si materializzerebbe. Nel frattempo c'è chi è incappato nella sfortuna di inaugurare un ristorante proprio nel momento peggiore. Anzi, lungo la strada peggiore. Perché via Curtatone 69, dove due giorni fa ha aperto i battenti il ristorante "Kaiyue", rientra nel perimetro dell'area circoscritta dall'ordinanza. A saperlo un po' di tempo fa il titolare Qiu Huang ci pensava due volte prima d'investire. Mercoledì sera ha rischiato di beccarsi la multa dei vigili. «Era mezzanotte e 10 e non c'erano più clienti. Il bandone era giù e dentro c'erano solo i miei dipendenti a mangiare. Volevano sanzionarmi, ma ho fatto notare che non li posso far cenare al buio...».
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