Il Tirreno

Prato

Giudizio positivo dell’Uip sul tavolo nazionale per l’immigrazione

Marini: «Regolarizzazione ed emersione restano le priorità»

Paolo Crocetta
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Paolo Crocetta

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 PRATO. «Finalmente un risultato vero, anzi 'il' risultato che richiediamo da anni: Prato come laboratorio e caso-tipo per interventi sull'immigrazione»: così Riccardo Marini, presidente dell'Unione Industriale Pratese, commenta la notizia dell'indicazione di Prato come caso prioritario all'attenzione del neo costituito Tavolo nazionale per le problematiche dell'immigrazione.  La richiesta da parte dell'Unione di interventi speciali sulla peculiare realtà dell'immigrazione a Prato risale al documento di politica industriale realizzato nel 2007 con Nomisma; il concetto fu ribadito con forza dallo stesso Marini nel settembre 2009 alla 2ª Conferenza nazionale sull'immigrazione. L'obiettivo dell'impegno comune, del coordinamento e della condivisione di informazioni e dati fra le diverse strutture ed amministrazioni è un presupposto indispensabile perché la situazione dell'immigrazione venga adeguatamente monitorata e possa tornare sotto controllo.  «E' molto apprezzabile che il Tavolo abbia anche una connotazione volta all'integrazione» commenta a sua volta Paolo Crocetta, che proprio di integrazione si occupa all'Unione in veste di consigliere delegato. «Dall'economia alla scuola, sono molti gli ambiti su cui si può proficuamente lavorare per raggiungere l'obiettivo più importante, quello del dialogo e dell'armonizzazione fra le diverse comunità presenti sul territorio. Le priorità rimangono comunque l'emersione e la regolarizzazione».  «Questo risultato è la dimostrazione dell'efficacia di richieste condivise e sostenute concordemente da tutta la città» conclude Marini. «Dopo gli spettacoli poco edificanti a cui abbiamo dovuto assistere ancora pochi giorni fa, mi pare che adesso si possa ripartire su basi più costruttive. Come Unione stiamo già collaborando attivamente con il tavolo istituito la primavera scorsa in Prefettura e non ci tireremo indietro di fronte ad eventuali richieste di un nostro contributo anche in altre iniziative».

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