Il dolore
Il presidente Cap spera che le riduzioni avvengano analizzando i conti delle singole aziende
Gori: «Sono preoccupato per il futuro»
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Il presidente Cap Giuseppe Gori 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «Aspettiamo notizie ma non nascondo che siamo molto preoccupati». Il presidente di Cap, Giuseppe Gori, è in attesa dei conti che la Regione farà entro ottobre. E che verranno comunicati ufficialmente nella conferenza di servizio che si terrà tra novembre e dicembre e che dovrebbe ridisegnare il servizio del trasporto pubblico locale di tutta la Toscana. In quella sede si saprà anche cosa accadrà quando il contratto Cap, al 31 dicembre di quest'anno, scadrà: se verrà prorogato ancora o se verrà sospeso. «Non voglio nemmeno pensare - spiega - a una decisione che preveda dei tagli diffusi e uguali per tutti i servizi nelle diverse province, perché sarebbe la fine. Credo che una riflessione la si debba fare, invece, partendo dall'analisi dei conti di quelle aziende del trasporto pubblico che avendo diseconomie possono risparmiare mantenendo la qualità del servizio». Un ragionamento che però non dovrebbe riguardare Cap, secondo Gori, «che ha già provveduto - spiega - a ottimizzare tutto ciò che poteva». Su un altro aspetto della questione Gori ha le idee chiare: «Credo che la priorità, se una scelta dovrà essere fatta, debba essere quella di mantenere il sistema delle Lam che ci invidiano e che altre realtà, per esempio Pisa, Lucca e Modena stanno progettando sul modello pratese». Secondo il presidente della Cap da qui a gennaio non dovrebbero essere previste altre rimodulazioni del servizio bus e lam. Sul futuro, invece, l'incognita è grande. «Mi auguro - conclude - che si possa aprire un tavolo di discussione attraverso il quale trovare un metodo per la gestione dei servizi di trasporto, che non penalizzi Prato e che si individui un modo equo per la gestione delle risorse che saranno sempre meno».
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