Toscana
E' del Lanificio Ricceri il tessuto più bello del mondo
Il. Re.
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I cinque premiati Luigi Ricceri è il secondo da sinistra La sua "pura seta fiammata" ha vinto l'Award di Premiere Vision. L'ha comprata Jil Sander
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PARIGI. E' il lanificio pratese Luigi Ricceri il vincitore del Gran premio di Premiere vision. La pura seta fiammata presentata alla giuria, presieduta da Ennio Capasa, era uno dei tre prodotti che per l'azienda italiana avevano ottenuto la nomination, una produzione selezionata su una collezione immensa. In sostanza la creazione pratese è stata scelta sulla collezione mondiale dei tessuti, dal momento che tutte le maggiori imprese del mondo espongono alla fiera parigina. «E' una grande gioia per noi. E' un po' come aver creato la più bella stoffa del mondo», commenta il titolare del lanificio, Luigi Ricceri, dall'interno del suo stand, appena saputa la buona notizia. A ideare la stoffa vincente è stato il suo tecnico, Stefano Vannucchi. «E' una seta che noi abbiamo già in collezione da un po' di tempo. Ce l'ha comprata Jil Sander ed è particolarissima. E' una seta fiammata cruda, molto rustica nell'aspetto, ma allo stesso tempo sofisticatissima. Ed ha anche una bella mano». Assomiglia a una stoffa indiana ed è di un verde che tende al nero. A un primo sguardo infatti non si individua esattamente il colore da quanto è scuro. «Sapevamo che è una bella stoffa - commenta Ricceri - e anche il prezzo è alto, costa 52 euro al metro, ma non mi aspettavo certo un riconoscimento del genere. Questo premio ci ripaga dell'impegno che mettiamo nel nostro lavoro, nella scelta di pensare sempre alla qualità dei nostri tessuti senza pensare, quando li realizziamo, a quello che sarà il prezzo. E' una nostra caratteristica, diversa dagli amici pratesi, che invece stanno fino a notte fonda a pensare a quanto vendere un prodotto». Ora il lanificio Ricceri sarà nell'albo d'oro di Premiere Vision. Una pubblicità gratuita di portata enorme. «Non so cosa accadrà ma spero che anche da un punto di vista commerciale ci serva. Per continuare a lavorare con la stessa passione». I premi minori sono andati a Mario Boselli, alla svizzera Schoeller textile e ai giapponesi Nikke e K.Line.
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