Il Tirreno

Prato

Le ronde? Si sono volatilizzate In un anno nessuno si è iscritto nel registro della Prefettura

La ronda organizzata a marzo dalla Lega fu contestata da un gruppo dei centri sociali
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La ronda organizzata a marzo dalla Lega fu contestata da un gruppo dei centri sociali

Quella "sperimentale" della Lega fu duramente contestata e la società civile sembra non sentirne la mancanza

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 PRATO. Un anno fa sembrava che non se ne potesse fare a meno. Un anno dopo sono sparite, volatilizzate, nessuno ne parla più. C'è un registro, in Prefettura, sul quale avrebbero dovuto iscriversi le ronde, i "volontari per la sicurezza" introdotti dal cosiddetto pacchetto sicurezza voluto nell'agosto 2009 dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. Ma il registro per ora non serve a niente perché è vuoto, così come i suoi gemelli nella stragrande maggioranza delle Prefetture italiane.  Eppure su questo tema delle ronde si era infiammato il dibattito politico, anche a livello locale. Poi la cosa è caduta nel dimenticatoio. E allora i casi sono due: o quella fame di sicurezza era sovrastimata, magari per ragioni politiche, oppure la gente ha accettato l'idea che debbano essere le forze dell'ordine (in città ora c'è anche l'esercito) a occuparsi di queste cose. C'è poi una terza spiegazione: che abbia prevalso la pigrizia.  Non lo esclude Federico Tosoni, segretario della Lega nord, che il 5 marzo dell'anno scorso organizzò la prima e unica ronda leghista in città, finita in maniera poco gloriosa quando un gruppo di contestatori dei centri sociali si mise a insultare i leghisti e la polizia fu costretta a impiegare quattro volanti per tenere a distanza i due gruppetti, distogliendole proprio da quel compito che la ronda si proponeva di potenziare, cioè il controllo del territorio.  «E' uno dei motivi per cui abbiamo messo quel progetto in stand by - spiega Tosoni - Quella volta successe un casino e non ci sembrava opportuno tenere impegnate le forze dell'ordine a controllare noi e i nostri contestatori».  Tosoni potrebbe cavarsela dicendo che la presenza dell'esercito ha reso meno necessarie le ronde volontarie, ma preferisce dare la colpa alla sfiducia, forse alla prigrizia. «Eppure il ruolo dei cittadini nel garantire la sicurezza rimane importante - dice il segretario della Lega nord - Ci sono tanti pensionati che potrebbero dare una mano, anche soltanto facendosi vedere ai giardini. La loro stessa presenza è un metodo di dissuasione delle attività illecite».  A Tosoni piacerebbe riprendere il progetto delle ronde senza coloriture di partito. Non sarà facile.  «Iniziative come queste possono essere controproducenti se vengono intese come espressione di un partito - dice - Però il Comune potrebbe dare sovvenzioni ai cittadini che si impegnino in quest'azione, magari un rimborso spese per l'uso del telefono».  Il problema è che la cosiddetta società civile non sembra averne molta voglia. In un anno e passa, dicono in Prefettura, solo un paio di persone sono andate a informarsi sulla possibilità di costituire le ronde. E forse sono state scoraggiate dai rigorosi paletti imposti dalla legge, una norma che ora il ministro Maroni vorrebbe rendere più agile. Si vedrà.

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