Attenzione
Lesortazione dellex magistrato Pier Luigi Vigna al Forum sulla legalità del Partito democratico
«La sinistra si riappropri del tema sicurezza»
Barbara Burzi
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Lex magistrato Pier Luigi Vigna ospite del forum del Pd 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. L'ex procuratore antimafia Pier Luigi Vigna l'ha detto rivolgendosi agli organi direttivi senza usare mezzi termini: «Bisogna riprendere in mano il tema della sicurezza». Con queste parole si è ufficialmente aperto il "Forum Legalità del Pd della regione Toscana". «E' una questione importante perché non esiste solo l'insicurezza da criminalità, ma un'intera filiera di insicurezze dentro la quale si naviga - ha proseguito - Parlo dell'insicurezza sui luoghi di lavoro e di quella per il lavoro, dell'insicurezza alimentare, sanitaria e persino dei giocattoli». Il punto fondamentale, secondo Vigna, è riuscire a capire quando il tema della sicurezza viene strumentalizzato dal potere «per procacciarsi voti e limitare la libertà altrui». Contro questo stile si schiera il Pd che attraverso il Forum promosso dall'ex vice presidente della Regione Federico Gelli, intende elaborare un nuovo modello di legalità e sicurezza. A Prato sono emerse le prime proposte. «Il Forum discuterà di un documento programmatico che verrà inviato a tutti i dirigenti del partito affinché il tema della sicurezza venga considerato una priorità al congresso - spiega Gelli - al punto che dalla Toscana potrebbe emergere una proposta forte per dare risposte concrete al bisogno di sicurezza». Oltre a Gelli e Vigna, hanno preso parte alla prima riunione del Forum a Prato il segretario provinciale del Pd Bruno Ferranti e il presidente della Circoscrizione ovest Giovanni Mosca, da poco responsabile della sicurezza per il partito. «Siamo particolarmente preoccupati dell'aumento della paura e della percezione d'insicurezza da parte dei cittadini», fanno notare. Al Forum partecipano anche molte associazioni da sempre impegnate su questi temi come la Fondazione Caponnetto il cui presidente Salvatore Calleri è intervenuto ieri attribuendo anche alle classi dirigenti del passato la responsabilità di aver sottovalutato il problema della mafia cinese. «Non è da sottovalutare - ha concluso Vigna - Mentre prima i reati venivano commessi all'interno della comunità, adesso queste forme di criminalità si stanno aprendo al resto della società».
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