Sicurezza
Convegno al Gramsci-Keynes sullintesa per laccoglienza
«L'integrazione a scuola è già una realtà a Prato»
◗
Ambra Giorgi 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Sull'integrazione tra italiani e stranieri a scuola «non servono i proclami e tanto meno cavalcare le paure della gente. Bisogna convincere. E i nostri docenti lo fanno tutti i giorni col protocollo d'accoglienza, un metodo da copiare anche in altri ambiti». Lo ha detto ieri la vice presidente della Provincia Ambra Giorgi aprendo al Gramsci-Keynes la due giorni su «La scuola interculturale». Ambra Giorgi ha sostenuto che a Prato la scuola è già un laboratorio di multiculturalità grazie all'intesa per l'accoglienza degli studenti stranieri, che risale a tre anni fa. «Il protocollo pratese è un' eccellenza forse anche nel panorama nazionale e le nostre scuole sono senz'altro le protagoniste - ha detto l'assessore comunale all'Istruzione Rita Pieri - La sfida vincente è quella del lavoro di rete, difficile da realizzare ma indispensabile. E in rete dovranno entrare anche le scuole materne, perché è qui che si affrontano i primi problemi con la lingua ed è qui che bisogna cominciare gli interventi». Pieri ha poi aggiunto che sarebbero utili risorse aggiuntive annunciando che il Comune si è aggiudicato fondi europei per l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri e per il progetto Living e fondi regionali per Uguali ma diversi. L'intesa fra Provincia, tutte le istituzioni scolastiche, le amministrazioni comunali, la Regione Toscana e gli Uffici scolastici regionale e provinciale ha costruito un percorso che ha coinvolto 57 scuole (33 statali e 24 paritarie), solo l'anno scorso 3.300 studenti stranieri e italiani hanno partecipato a laboratori linguistici e interculturali e sono stati formati 90 insegnanti. Franca Ferrara, direttore del settore in Provincia, ha parlato infatti di laboratorio attivo di innovazione, in grado di far uscire negli anni il sistema scolastico da una situazione di emergenza e garantire agli studenti stranieri percorsi adeguati di accoglienza e inserimento nel sistema di istruzione italiano. «Nei prossimi anni Prato dovrà essere un laboratorio di programmazione e gestione della complessità sociale - ha detto la dirigente - E la scuola un luogo di progettualità culturale integrata». L'impatto del protocollo ha agito sulla costituzione di nuove reti rafforzando quelle esistenti e favorendo l'ottimizzazione dell'impiego delle competenze, la condivisione di buone prassi e la progettazione condivisa, ma ha anche permesso di ottimizzare le risorse disponibili. Lo strumento del laboratorio è stato utilizzato per l'alfabetizzazione (sviluppo della conoscenza della lingua italiana) per l'apprendimento intensivo dell'italiano prima dell'inserimento scolastico e per lo sviluppo interculturale. Sono state attivate azioni di sistema per il sostegno alle famiglie, con 320 genitori coinvolti nelle attività di educazione degli adulti e la partecipazione di 150 studenti al progetto innovativo Family Friendly. Inoltre le convenzioni con l'Università per gli stranieri di Siena, per i corsi sulla didattica della lingua italiana a stranieri e con l'Università Ca' Foscari di Venezia hanno visto la partecipazione attiva di 90 insegnanti di ogni ordine e grado.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
