Sicurezza
«Cinesi, assumete gli italiani»
L'idea del Comune: un'agenzia per favorire le opportunità di lavoro
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PRATO. Un'agenzia per favorire le assunzioni degli italiani nelle aziende cinesi e viceversa. E' l'idea di cui si è parlato ieri durante l'incontro tra il sindaco Roberto Cenni, l'assessore all'Integrazione Giorgio Silli e il direttore generale dell'Immigrazione del Ministero del Lavoro, Natale Forlani.
Un'idea già ventilata in passato ma che presto potrebbe diventare realtà. A patto che, è stato chiarito durante una conferenza stampa in Comune, il Consolato e l'Ambasciata cinese in Italia collaborino con le istituzioni italiane per trovare interlocutori credibili. Si tratta di mettere in piedi un organismo, che potrebbe aver sede nell'ufficio distaccato di via Puccini, in grado di mettere in contatto i datori di lavoro italiani e cinesi coi lavoratori, superando gli steccati e facendo finalmente diventare una risorsa, anche in termini di posti di lavoro, quei cinesi che ora molti vedono come il nemico numero uno.
L'assessore Silli si spinge un po' più in là e ipotizza incentivi economici per gli imprenditori cinesi disposti ad assumere disoccupati italiani. Un progetto che però dovrà fare i conti con un tessuto economico fatto di piccole confezioni che spesso fanno uso di manodopera clandestina e che forse non sono particolarmente interessate ad assumere italiani. Il Comune punta a far emergere aziende più strutturate, che invece potrebbero trovare conveniente questa operazione.
Si vedrà. Nel corso dell'incontro col direttore generale Forlani si è parlato anche di un'idea ancora in fase embrionale, che verrà chiarita nel giro di qualche settimana. Il Ministero si è detto disponibile a finanziare progetti di integrazione nei campi dello sport e della cultura e Forlani ha annunciato che farà tappa a Prato uno dei nove eventi programmati dal Ministero per favorire la conoscenza reciproca tra italiani e stranieri.
Nessuna cifra è stata fornita e nessun progetto illustrato nel dettaglio, ma l'alto funzionario del Welfare ha assicurato che l'impegno c'è e i soldi pure, dando appuntamento ai cronisti tra sei settimane per entrare nei particolari. «E' più di una dichiarazione d'intenti» ha assicurato il sindaco Cenni, che proprio ieri compiva 58 anni ed è convinto che Prato possa diventare un laboratorio nazionale per la gestione dei problemi dell'immigrazione.
«Finora i cinesi sono stati poco disponibili ad affrontare il problema del mercato del lavoro - ha aggiunto Natale Forlani - ma qualcosa sta cambiando e ora sembrano intenzionati a "esportare" lavoratori più qualificati. Si tratta di fare un accordo e capire anche le esigenze delle aziende italiane».
Un'idea già ventilata in passato ma che presto potrebbe diventare realtà. A patto che, è stato chiarito durante una conferenza stampa in Comune, il Consolato e l'Ambasciata cinese in Italia collaborino con le istituzioni italiane per trovare interlocutori credibili. Si tratta di mettere in piedi un organismo, che potrebbe aver sede nell'ufficio distaccato di via Puccini, in grado di mettere in contatto i datori di lavoro italiani e cinesi coi lavoratori, superando gli steccati e facendo finalmente diventare una risorsa, anche in termini di posti di lavoro, quei cinesi che ora molti vedono come il nemico numero uno.
L'assessore Silli si spinge un po' più in là e ipotizza incentivi economici per gli imprenditori cinesi disposti ad assumere disoccupati italiani. Un progetto che però dovrà fare i conti con un tessuto economico fatto di piccole confezioni che spesso fanno uso di manodopera clandestina e che forse non sono particolarmente interessate ad assumere italiani. Il Comune punta a far emergere aziende più strutturate, che invece potrebbero trovare conveniente questa operazione.
Si vedrà. Nel corso dell'incontro col direttore generale Forlani si è parlato anche di un'idea ancora in fase embrionale, che verrà chiarita nel giro di qualche settimana. Il Ministero si è detto disponibile a finanziare progetti di integrazione nei campi dello sport e della cultura e Forlani ha annunciato che farà tappa a Prato uno dei nove eventi programmati dal Ministero per favorire la conoscenza reciproca tra italiani e stranieri.
Nessuna cifra è stata fornita e nessun progetto illustrato nel dettaglio, ma l'alto funzionario del Welfare ha assicurato che l'impegno c'è e i soldi pure, dando appuntamento ai cronisti tra sei settimane per entrare nei particolari. «E' più di una dichiarazione d'intenti» ha assicurato il sindaco Cenni, che proprio ieri compiva 58 anni ed è convinto che Prato possa diventare un laboratorio nazionale per la gestione dei problemi dell'immigrazione.
«Finora i cinesi sono stati poco disponibili ad affrontare il problema del mercato del lavoro - ha aggiunto Natale Forlani - ma qualcosa sta cambiando e ora sembrano intenzionati a "esportare" lavoratori più qualificati. Si tratta di fare un accordo e capire anche le esigenze delle aziende italiane».
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