Il dolore
Indicata come nuovo leader. Ma si vuol capire cosa farà Ferranti per evitare spaccature nel partito
Bugetti mette d'accordo il Pd
Cristina Orsini
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Ilaria Bugetti, sindaco di CantagalloL'apparato la sostiene, ma lei non ha ancora sciolto le riserve
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PRATO. Era da tanto che non accadeva. L'apparato del Partito democratico, con le sue mille sfumature, ha cercato e forse trovato un punto di convergenza sul nome del futuro segretario, in vista dei congressi di circolo che partiranno il primo ottobre. Un nome che non è quello del segretario uscente Bruno Ferranti, ma che in nessun caso verrà imposto. Per una volta, le storie degli uomini e delle donne potrebbero avere un peso specifico più alto delle impellenze politiche. E' Ilaria Bugetti, 37 anni, al secondo mandato da sindaco di Cantagallo, il nome che proprio in queste ore sta mettendo d'accordo quelle anime che mai, fino solo a qualche giorno fa, qualcuno avrebbe potuto pensare di armonizzare. Vecchi e giovani, "lulliani" e "giacomelliani" e pure i "carlesiani" avrebbero dato l'ok. Talmente tanti che Bugetti avrebbe la caratteristica di essere senza un "padre politico" identificabile. Alla candidatura si dà un significato politico preciso - è la riflessione di queste ore - per cercare un passo di marcia diverso da quello attuale, in grado di affrontare le sfide future che per il centrosinistra pratese hanno il significato di battaglie campali: le politiche del 2013, ma soprattutto le amministrative dell'anno successivo, per riconquistare il Comune e mantenere salda la Provincia. Fino a qui il ragionamento politico che questa volta non prescinde, come spesso accade, dalle persone. Fase difficile, quella del Pd, quasi lacerante. Perchè nessuna delle anime ha intenzione di spaccare ancora e forse definitivamente il partito. Altrimenti detto: non ci saranno candidature in contrapposizione diretta all'attuale segretario. Cosa significa? Che Bugetti, benchè sia considerata una sorta di "anello di congiunzione" proprio per la sua storia politica (franceschiniana ma con buoni rapporti con l'ala bersaniana, avvio di attività politica con Vannino Chiti) non ha ancora sciolto le riserve. Non ha accettato se presentarsi ufficialmente, ma non ha nemmeno declinato l'invito. Una cosa appare chiara per Bugetti: mai si metterà in rotta di collisione con il segretario uscente. A Bruno Ferranti, segretario da un anno, di transizione, come da lui sempre sostenuto, si riconosce, prima di tutto, il merito di aver assunto la responsabilità del partito nella fase più difficile della sua storia - dopo la sconfitta elettorale - di aver avuto, unico, la volontà di "metterci la faccia", di aver tentato in questo anno una ricomposizione delle fratture profonde che però, sotto la superficie, ancora spurgano. Questo significa che se Ferranti decidesse comunque di presentarsi al giudizio del popolo del centrosinistra, sarà l'unico candidato forte in lizza. Altre ventiquattro ore, da una parte e dall'altra, per pensare, valutare, decidere. Poi si prenderà una strada e si comincerà a parlare di programmi. Come stanno chiedendo ormai da tempo i giovani del partito e non solo. C'è un'altra eventualità che però lascia perplessi molti, quella di una soluzione intermedia: rinviare il passaggio di testimone di un anno, con Bugetti nel ruolo di vicesegretario "tuttofare" e la possibilità di mettere ordine alle tante questioni aperte in Comune a Cantagallo. Il tempo per dare una definizione agli assetti futuri sta per scadere. Il 20 settembre le candidature alla segreteria Pd dvranno essere depositate. Poi resteranno una manciata di giorni per raccogliere le firme.
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