Italia
Sequestrati due capannoni
A.P.
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Il capannone di una ditta cinese Le aziende cinesi erano adibite anche a dormitorio Blitz dei vigili nell'area residenziale di Oste
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MONTEMURLO. Due capannoni dormitorio sequestrati nei giorni scorsi nel centro residenziale di Oste. Questo il bottino settimanale della polizia municipale di Montemurlo, che porta a ventitre il computo dei sequestri effettuati dall'inizio dell'anno nell'ambito della lotta all'illegalità economica nel territorio montemurlese. «Quest'anno abbiamo deciso di incrementare la nostra attività di controllo e repressione delle violazioni in materia di illegalità economica - spiega il comandate della polizia municipale di Montemurlo Federico Zampaoli - I ventitre sequestri effettuati dall'inizio di quest'anno, tutti di capannoni modificati per permettere l'alloggio abusivo di persone e al contempo la lavorazione, equivalgono infatti al totale di quelli effettuati nel 2008». Un numero, dunque, che sembra inevitabilmente destinato a crescere negli ultimi mesi del 2010. I due capannoni posti sotto sequestro nel centro di Oste, rispettivamente di 350 e 440 metri quadrati, erano stati opportunamente modificati per permettere al contempo lavorazione e alloggio. Nella prima confezione erano stati ricavati nove alloggi tramite soppalco e pannelli di legno. Nel secondo, invece, gli alloggi erano addirittura diciotto ma senza soppalco e solo con qualche pannello per separare l'uno dall'altro i pagliericci destinati ai lavoranti. Sequestrate anche le numerose tagli e cuci e le macchine circolari trovate all'interno dei due capannoni, in violazione delle prescrizioni del regolamento comunale di polizia urbana, che vieta espressamente l'azionamento di macchine nei locali utilizzati anche ad uso alloggiativo. La prima volta che la polizia municipale si trovò di fronte a un capannone in cui erano stati ricavati abusivamente degli alloggi risale a quattordici anni fa. Era il 1996 e il luogo un magazzino di via Labriola. I controlli contro l'illegalità economica non erano ancora entrati nella routine quotidiana delle forze dell'ordine pratesi.
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