Proteste
La scuola comincia e già si ferma
Miriam Monteleone
◗
Primo giorno di scuole per gli alunni di alcune scuole elementariDomani una falsa partenza, c'è l'assemblea e molti istituti rinviano l'inizio
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Battuta d'arresto in massa domani per il primo giorno di scuola. I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Gilda - per manifestare, con un atto congiunto, il dissenso dei lavoratori della scuola nei confronti della falce ministeriale - hanno indetto un'assemblea provinciale, aperta a tutto il personale docente e non docente (precario e di ruolo).
I sindacati prevedono l'adesione di quasi il 90% dei lavoratori della scuola. L'appuntamento è per le 8,15 al teatro Politeama pratese. Al termine, previsto per le 11,15, tutti i partecipanti raggiungeranno le rispettive scuole di servizio per l'inizio delle lezioni.
Un segno di protesta forte, che il Ministero, su segnalazione dell'associazione nazionale presidi intendeva ostacolare, facendo passare l'assemblea per uno sciopero- con conseguente detrazione di circa 100 euro dallo stipendio dei partecipanti. Un'intenzione - a quanto sembra- poi caduta nel nulla. Intanto alcune scuole (ad esempio il Gramsci Keynes) a causa dell'assemblea, hanno pensato di far slittare l'inizio della scuola a giovedì 16 settembre. «Abbiamo deciso di fare l'assemblea proprio il primo giorno di scuola- spiega Giuseppe Lorenzo referente della Gilda- per dare un segnale preciso agli studenti, ai genitori e all'opinione pubblica e ridimensionare quella propaganda ottimistica che il ministero cerca di dare, diffondendo l'immagine di una scuola pubblica pronta, efficiente, preparata e motivata. Ma ormai la scuola pubblica non è più quella di un tempo, il disagio è generale e i tagli trasversalmente colpiscono tutti: lavoratori, famiglie e utenti diretti, come i ragazzi».
«La Gelmini parla tanto di riforma storica della scuola- aggiunge Antonio Siragusa, sempre della Gilda- ma qui di storico ci sono solo i tagli. Tagli degli organici, tagli delle classi, per non parlare del gli scarti d'anzianità congelati, scarti che ci erano stati dati e che di colpo per problemi economici dello Stato ci vengono tolti, è un furto. Nella storia dei lavoratori della scuola una situazione così penalizzante, non si era mai registrata. E' giusto bloccare tutto e fermarci a riflettere».
«Ci tengo a far sapere che contrariamente a quanto era stato detto- aggiunge Filippo Coralli della Cisl scuola- la nostra organizzazione sindacale parteciperà all'assemblea del 15. Abbiamo condiviso tutte le battaglie della scuola e non intendiamo tirarci indietro, né per quei 50 precari che qui a Prato hanno perduto la cattedra né per tutti coloro che sono stati penalizzati».
Intanto sui posti rimasti per i docenti precari, a un giorno dall'inizio delle lezioni, regna ancora il caos. «Nuove nomine per gli ultimi posti dalle graduatorie in coda sono previste anche per oggi- fa sapere Daniele Monticelli referente della Cgil- ieri mattina c'era molta confusione. Sono spuntate cattedre da assegnare, altre sono state date in delega, come fa la scuola a partire bene nei tempi stabiliti con queste continue rettifiche sui posti dei docenti? Hanno voluto far partire la riforma da quest'anno, senza tener conto che, per chi amministra le scuole, gestire i ritardi sugli organici nei tempi tecnici con tutti questi cambiamenti, era impossibile. E questi purtroppo sono i risultati».
I sindacati prevedono l'adesione di quasi il 90% dei lavoratori della scuola. L'appuntamento è per le 8,15 al teatro Politeama pratese. Al termine, previsto per le 11,15, tutti i partecipanti raggiungeranno le rispettive scuole di servizio per l'inizio delle lezioni.
Un segno di protesta forte, che il Ministero, su segnalazione dell'associazione nazionale presidi intendeva ostacolare, facendo passare l'assemblea per uno sciopero- con conseguente detrazione di circa 100 euro dallo stipendio dei partecipanti. Un'intenzione - a quanto sembra- poi caduta nel nulla. Intanto alcune scuole (ad esempio il Gramsci Keynes) a causa dell'assemblea, hanno pensato di far slittare l'inizio della scuola a giovedì 16 settembre. «Abbiamo deciso di fare l'assemblea proprio il primo giorno di scuola- spiega Giuseppe Lorenzo referente della Gilda- per dare un segnale preciso agli studenti, ai genitori e all'opinione pubblica e ridimensionare quella propaganda ottimistica che il ministero cerca di dare, diffondendo l'immagine di una scuola pubblica pronta, efficiente, preparata e motivata. Ma ormai la scuola pubblica non è più quella di un tempo, il disagio è generale e i tagli trasversalmente colpiscono tutti: lavoratori, famiglie e utenti diretti, come i ragazzi».
«La Gelmini parla tanto di riforma storica della scuola- aggiunge Antonio Siragusa, sempre della Gilda- ma qui di storico ci sono solo i tagli. Tagli degli organici, tagli delle classi, per non parlare del gli scarti d'anzianità congelati, scarti che ci erano stati dati e che di colpo per problemi economici dello Stato ci vengono tolti, è un furto. Nella storia dei lavoratori della scuola una situazione così penalizzante, non si era mai registrata. E' giusto bloccare tutto e fermarci a riflettere».
«Ci tengo a far sapere che contrariamente a quanto era stato detto- aggiunge Filippo Coralli della Cisl scuola- la nostra organizzazione sindacale parteciperà all'assemblea del 15. Abbiamo condiviso tutte le battaglie della scuola e non intendiamo tirarci indietro, né per quei 50 precari che qui a Prato hanno perduto la cattedra né per tutti coloro che sono stati penalizzati».
Intanto sui posti rimasti per i docenti precari, a un giorno dall'inizio delle lezioni, regna ancora il caos. «Nuove nomine per gli ultimi posti dalle graduatorie in coda sono previste anche per oggi- fa sapere Daniele Monticelli referente della Cgil- ieri mattina c'era molta confusione. Sono spuntate cattedre da assegnare, altre sono state date in delega, come fa la scuola a partire bene nei tempi stabiliti con queste continue rettifiche sui posti dei docenti? Hanno voluto far partire la riforma da quest'anno, senza tener conto che, per chi amministra le scuole, gestire i ritardi sugli organici nei tempi tecnici con tutti questi cambiamenti, era impossibile. E questi purtroppo sono i risultati».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
