Proteste
A Carmignano la posta non arriva
◗
Linterno di un ufficio postale Il sindaco Cirri protesta col ministero dello Sviluppo economico
2 MINUTI DI LETTURA
CARMIGNANO. Ripetersi aiuta, forse. Almeno evita che una disagio, che prosegue, alla fine sia considerato come la normalità. E così il sindaco Doriano Cirri ha deciso scrivere di nuovo al ministero dello sviluppo economico per protestare e segnalare i disservizi che molti cittadini continuano a lamentare nella distribuzione delle posta sul Montalbano. Una situazione che, tra alti e bassi, va avanti da anni e con proteste bipartisan. Ci sono lettere che proprio non arrivano, oppure lo fanno a singhiozzo. Altre che possono impiegare due settimane per percorrere pochi chilometri. Il motivo? Perché mancano le cassette per la posta davanti casa, rispondono Ministero e Poste spa. Oppure perché sul campanello non sempre ci sono i nomi di chi nella casa abita o perché il Comune ha cambiato nomi alle vie. Tutte cose, si giustificano Poste e Ministero, che non agevolano certo il lavoro dei postini. «Peccato che la prova dei fatti - replica il sindaco - smentisca la tesi». «Ci sono lettere e inviti che ci sono tornati indietro per "irreperibilità del destinatario, indicato come sconosciuto" - racconta - Abbiamo così mandato i vigili urbani a controllare e nella via, dove non c'erano state variazioni di toponomastica, il nome era invece ben visibile sotto il campanello. E questo non è successo solo una volta, ma più volte». Evidentemente il problema era un altro. E il Ministero che ha risposto al Comune, sottolinea il sindaco, non si è dato neppure la briga di effettuare verifiche troppo scrupolose. Non ricevere la posta crea disagi evidenti. Non si tratta solo di cartoline. Per un avviso mancato si possono perdere opportunità o si può ritardare un pagamento. Ma il problema non riguarda solo la consegna lenta e a singhiozzo della corrispondenza. In tutto il Comune, che pure conta quasi quindicimila abitanti e numerose frazioni, non c'è un solo ufficio postale che resti aperto al pomeriggio. E le stanze che ospitano gli sportelli cominciano ad andare un po' strettine a chi le frequenta. In qualcuna c'entrano a malapena due o tre persone: non a Bacchereto o a Poggio alla Malva, aperti solo per due giorni alla settimana, ma nel capoluogo, a Comeana e a Seano, le frazioni più grandi. Si creano code, che le stanze stesse non riescono a contenere. Non viene garantita la privacy. E poi non ci sono parcheggi vicini, visto che spesso sorgono nei centri storici. «Per Seano - raccontava appena un mese fa l'assessore Riccardo Selmi - abbiamo portato i responsabili di Poste a visitare quattro o cinque sedi alternative. Qualche anno fa era stato infatti annunciato un nuovo ufficio per Seano. Ma la risposta da Roma e da Prato è stata categorica: per adesso non ci sono fondi». W.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
