La manifestazione
Un bunker dentro la città
Barbara Burzi
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Alcune immagini della sporcizia e in alto il cancello Cancelli automatici contro droga e degrado nell'isolato compreso tra la ferrovia e via Marini
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PRATO. Sorge ai margini della Chinatown pratese ma è abitato per la stragrande maggioranza da italiani. L'isolato di case che si affaccia da un lato sulla ferrovia e dall'altro su via Strozzi con varchi d'accesso alle abitazioni sia su via Marini che su via Lippini, sta per essere recintato con cancelli ad apertura telecomandata. Alla base non ci sarebbero motivi di razzismo, il vero nemico degli abitanti di questo "villaggio" si chiama degrado. Ed è una specie di bunker nella città quello che verrà a nascere quando la recinzione verrà terminata - la scorsa settimana è stato montato il primo cancello -. L'idea è partita da un gruppo di residenti ormai stanchi di assistere a continue situazioni di degrado diffuso. A detta loro l'area residenziale sarebbe infatti ormai diventata una "zona franca" per tossici e malintenzionati: grazie al fatto che il raggruppamento di case forma una sorta di corte interna a cui può accedere chiunque. Certi condomini come quello in questione sono nati a forma di corte per garantire la socialità e per ricostruire le vecchie piazzette dei paesi dove erano abituate a socializzare le persone costrette a trasferirsi negli appartamenti. Quelle stesse piazze interne che hanno rappresentato per anni il luogo di scambio e di incontro degli abitanti di ogni quartiere, oggi sono diventate il principale nemico della serenità di tanti condomini. «Questa corte è diventata un attraversamento pedonale per andare da via Strozzi a via Marini o viceversa - racconta una residente - è una via vai continuo di gente che non è del condominio». L'allarme sicurezza è scattato quando è cominciata a sparire qualche bicicletta lasciata fuori dalla porta di casa. Rifiuti di ogni genere ritrovati al mattino hanno creato allarme tra i residenti: per terra tipiche boccette usate dai tossicodipendenti e buste di plastica contenenti sostanze che assomigliano a sangue, abbandonate nelle fioriere. Qualcuno racconta di aver cacciato via un tossico dalla corte scoperto mentre si stava bucando in pieno giorno. «Siamo arrivati a mettere i cancelli per evitare che questa gente si nasconda nei garage - dice un'anziana signora - io vado a letto presto, ma c'è chi rientra tardi ed ha paura a mettere via la macchina». Tuttavia la "cancellata" non ha messo tutti d'accordo e al momento, soltanto uno dei varchi d'accesso è stato chiuso. Le ragioni sono legate in parte all'elevato costo dell'operazione (il preventivo per un cancello è di circa 10mila euro) che ha ridotto il numero di famiglie in grado di sostenere la spesa e in parte, ai diversi punti vista sulla questione. «Non sono d'accordo - dice un altro residente del condominio di via Marini - ritengo che chiudere i varchi con i cancelli possa causare disagi a tanta gente che lascia la macchina nel parcheggio comunale di via Lippini per raggiungere a piedi gli studi medici di via Marini attraversando il nostro condominio. E poi - conclude - anche per noi residenti, se ci fosse bisogno dell'intervento di un'ambulanza i cancelli chiusi costituirebbero un grave impedimento. Semmai sono favorevole a un sistema di recinzione che preveda di portare fuori dai varchi campanelli e videocitofoni».
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