Il Tirreno

Prato

L'arte della gente comune in mostra a Iolo

Miriam Monteleone

Il barbiere, l'ex orditrice, il cenciaiolo, il barista: e un'unica passione

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 PRATO. Impara l'arte e mettila da parte. Con questo spirito, nella frazione di Iolo, un gruppo di artisti hanno messo in piedi una mostra per presentare al paese le loro opere, in occasione delle celebrazioni per San Pio Martire.  E chi l'avrebbe mai detto, questi pittori iolesi non se la cavano male. C'è chi ancora con tela, colori e pennello deve prenderci la mano e chi ha affinato il proprio tratto, frequentando corsi di grafica e pittura, ma nel complesso tutti si difendono. E qualcuno andando a visitare la mostra (in corso al Circolo Arci, piazza Bianchini) da oggi potrà dire che a Iolo - oltre al campo da rugby, dove si allenano e giocano i Cavalieri e al Carnevale rionale - c'è anche una bottega d'artisti, accomunati dalla passione per il colore, che nel tempo libero si ritrovano per dipingere.  La collettiva si chiama "Mostra dei pittori iolesi" e raccoglie i lavori di ben undici artisti. Le opere resteranno in mostra, in orario 21-24, fino al 19 settembre (ingresso libero).  Visitando la mostra, abbiamo incontrato alcuni degli autori, che ci hanno svelato i retroscena di questa singolare "bottega".  La mostra è al primo piano: una trentina di opere tra disegni, olii su tela, sculture e modellini, tutti realizzati con passione, senza tante pretese di celebrità.  «Il circolo ci ha gentilmente dato questi spazi per esporre le nostre opere - racconta Giancarlo Bruschi - così abbiamo pensato di realizzare una mostra qui a Iolo in occasione della festa di San Pio. Di gente fino a oggi ne è venuta tanta. Abbiamo anche inserito una sezione dedicata ai lavori dei "nonni" di Iolo, i pensionati della Casa di riposo, qualcuno ultra novantenne».  Per qualcuno l'incontro con l'arte è avvenuto per caso, per altri è stata una passione sempre poco coltivata, fino all'arrivo della pensione almeno.  «Quando lavoravo di tempo per dipingere di certo non ce n'era- racconta Bruna Amerini- ero orditrice e casalinga e tra la casa e la fabbrica le giornate volavano. Mi ricordo che quando ero bambina avevo sempre un "lapisse" in tasca, mi piaceva disegnare e un giorno mi regalarono una cassetta di colori, la conservai come una reliquia. Ora che sono in pensione ho più tempo, mi piace rappresentare paesaggi e ho fatto anche un particolare de "La Madonna del Cardellino". Sono molto emozionata, questa è la mia prima mostra».  «Io sono un po' il tuttofare del gruppo - racconta invece Francesco Amoruso - dipingo, ma mi diverto anche a costruire modellini di barche o statuine del presepe. Basta creare qualcosa e mantenere attiva la fantasia».  Tra gli artisti iolesi c'è anche un giovane antiquario, si chiama Francesco Boretti, suo padre Umberto Moretti era un artista molto conosciuto in paese. I suoi lavori ricordano vagamente le tele espressioniste. Qualche anno fa un suo quadro ha vinto il primo premio a un concorso di pittura a Sesto Fiorentino. Tra le opere esposte ci sono anche delle sculture. «Ogni tanto mi cimento con lo scalpello e lavoro il marmo- racconta Raffaele Campanale- mi piace sperimentare e grazie alla scuola Leonardo ho avuto modo di farlo spaziando dalla grafica, all'astratto fino al figurativo e alla scultura».  Alle attività della bottega d'artisti di Iolo negli ultimi tempi si è avvicinato anche un ragazzo albanese Gashi Pellumb, che ha conosciuto gli altri artisti per caso, giocando a pallone nella squadra del circolo. Nella vita fa l'imbianchino ma sulla tela il colore sa metterlo ad arte.  «Io invece faccio il barbiere - dice Enzo Molinaro - e quando chiudo la bottega la sera vengo qui a prendermi i commenti della gente. Mi piace rappresentare luoghi, qui ho portato uno scorcio del Duomo di Pistoia, alcuni paesaggi ispirati al Chianti e una Madonnina».  Tra i soggetti scelti c'è anche la stessa Iolo, rappresentata daGuido Maurizi, altro artista in mostra. I suoi lavori, molto nitidi e precisi, ricordano quasi delle foto, c'è molta attenzione ai dettagli e all'uso della luce.  Fino a oggi gli artisti di Iolo hanno fatto il loro laboratorio, approfittando di location di fortuna: una vecchia scuola, spazi trovati qua e là spesso privi di riscaldamento e attualmente sono in cerca di nuova sede per ricominciare l'attività.  «Non vorremmo dover chiudere la nostra bottega- interviene Bruschi- è un progetto in cui crediamo molto. Speriamo che qualcuno ci sostenga».

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