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Prato

Milone: «Sono soddisfatto, la comunità inizia a rispettare le regole»

"Coprifuoco" a Chinatown: solo tre i negozi multati

"Coprifuoco" a Chinatown: solo tre i negozi multati

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 PRATO. Un mortorio, appunto. La "prova del nove" dei risultati della prima notte di "coprifuoco" a Chinatown, è stato nel numero delle multe elevate dalle pattuglie della polizia municipale (nove uomini in totale) sguinzagliate lungo le stradine del Macrolotto zero.  Solo tre, proprio tre di numero in tutta l'area - vasta anche se frastagliata per escludere tutte le attività gestite da pratesi - sottoposta al divieto di tenere aperti bar, rosticcerie, pasticcerie ma soprattutto ristoranti oltre la mezzanotte.  Soddisfatto l'assessore comunale alla Sicurezza Aldo Milone. «Il numero basso delle sanzioni - spiega - mi fa ben sperare sul fatto che la comunità cinese inizi ad adeguarsi a quelli che sono usi e regole di Prato. I controlli continueranno anche questa sera, domani e nei prossimi giorni e mi auguro - prosegue - che i vigili non siano costretti ad elevare nemmeno una contravvenzione».  Tre gli esercizi, due ristoranti e una rosticceria, multati con 450 euro "secchi": il cedolino è stato consegnato in un esercizio in via Filzi, in un altro in via Pistoiese e l'ultimo in via Marini, perché il "bandone" era aperto dopo mezzanotte e mezza. Nessuna reazione da parte degli esercenti cinesi (alcuni commercianti cinesi della Chinatown era stati informati grazie al passaparola dell'entrata in vigore dell'ordinanza, altri non ne sapevano nulla) che hanno preso il verbale senza fare storie e con la promessa di pagarlo il prima possibile. «E lo faranno - garantisce Milone - come dimostra la sollecitudine con la quale pagano le sanzioni le parrucchiere abusive scoperte in questi mesi al Macrolotto Zero».  Secondo Milone non c'è il rischio che la Chinatown pratese, area comunque vitale, densa di attività di giorno come di notte, venga via via "desertificata" dall'ordinanza. «Possono continuare normalmente le loro attività - è l'opinione dell'assessore - Solo che devono consentire ai residenti di dormire dopo mezzanotte. In Cina sarà sicuramente diverso, ma qui da noi ci sono delle regole».  «Inoltre - prosegue - la vita notturna in Chinatown è ad uso e consumo esclusivo dei cinesi. Con case di appuntamento sempre aperte, bische negli appartamenti e ristoranti e rosticcerie che lavoravano a ritmo continuo, ma solo per fornire i pasti a quanti lavorano nei capannoni. Una situazione alla quale è stato necessario mettere un freno». Secondo Milone, per ciò che riguarda la situazione al Macrolotto zero «ci troviamo di fronte a un malato grave con la febbre molto alta e che rischia di morire. Ed è chiaro che non gli possiamo somministrare solo delle aspirine. Ormai per guarirlo c'è bisogno degli antibiotici e anche di quelli robusti. Se queste regole fossero scattate anni fa - polemizza - come da me chiesto senza che mi si ascoltasse, la situazione oggi sarebbe diversa». Regole dunque e ordine. Nulla da obiettare - per il momento - da parte dell'assesore, sul fatto che la vita notturna cinese possa spostarsi Macrolotto 1: «Almeno lì non ci sono residenze. Ma è chiaro che vigileremo». C.O.

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