Sicurezza
Il marchese Pancrazi continuerà a investire nella vigna conosciuta come dello sbaglio
Un'annata da 12.000 bottiglie per il Pinot nero
Riccardo Tempestini
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MONTEMURLO. Nonostante la pioggia e i daini, il pinot nero "Villa di Bagnolo 2010" sarà ancora eccezionale. Al termine della vendemmia, il marchese Vittorio Pancrazi traccia un breve bilancio dell'eccellenza enologica della nostra Provincia, che continua a dare ottimi risultati sui mercati di tutto il mondo, anche grazie ai continui investimenti sulle vigne e sulla cantina. «Abbiamo deciso di anticipare di qualche giorno la vendemmia per evitare che i grappoli, ormai maturi, risentissero delle ripetute piogge di agosto» spiega il patron della tenuta di Bagnolo, deciso a continuare a puntare sulla qualità del prodotto, selezionando al massimo i grappoli, magari con una minor produzione. E così per l'annata 2010, le bottiglie di pinot saranno sempre 12mila mentre non verrà prodotta la riserva "Baragazza". Torna sul mercato anche il rosato con circa 2000 bottiglie, dopo che l'annata 2009 è oramai esaurita da tempo, perché ha trovato subito la propria fascia di consumo. Per quanto riguarda l'olio invece, le piogge agostane non hanno lasciato segni sulle olive, con ottime prospettive per questo prodotto di eccellenza per Montemurlo. Per quanto riguarda il nemico peggiore delle vigne, gli insaziabili daini, da alcune settimane sembrano scomparsi, perchè, secondo Pancrazi, sono risaliti più a monte a causa del caldo. «Speriamo che non tornino a mangiare i nuovi germogli, perché sarebbe l'ennesimo danno senza che si sia trovata una soluzione adeguata» continua il marchese, deciso a investire ancora, tornando a piantare nuove viti nella celeberrima vigna dello "Sbaglio", l'appezzamento sulla vecchia provinciale dove appunto per sbaglio vennero piantati cloni di pinot nero invece che di sangiovese. Ha preso il via in questi giorni la vendemmia nell'altra fattoria dei marchesi Cristina e Vittorio Pancrazi, a San Donato di Calenzano, dove viene prodotto anche il colorino, il vino autoctono che ha riscosso tanto successo sul mercato italiano, mentre il pinot nero è apprezzato in particolarmente all'estero, negli Stati Uniti soprattutto, dove puoi trovare nella lista dei vini dei ristoranti newyorkesi alla moda, l'etichetta "Bagnolo di Montemurlo".
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