Finanza
Allarme in provincia per i tagli della riforma Gelmini, più fondi per la lotta alla dispersione scolastica
Superiori, mancano docenti e bidelli
Sara Camaiora
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Studenti allingresso dellistituto Gramsci-Keynes Giorgi e Menchetti: a rischio anche l'adeguamento delle strutture
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PRATO. Forte preoccupazione per i tagli agli organici effettuati dalla riforma Gelmini, in merito a qualità della didattica e sicurezza. E' quanto esprimono la vicepresidente della Provincia e assessore alla Scuola Ambra Giorgi e l'assessore provinciale alle Infrastrutture e all'edilizia pubblica Ivano Menchetti. «La popolazione scolastica è rimasta stabile, con circa 9000 iscritti alle scuole superiori, mancano docenti e personale Ata», lamenta l'assessore Giorgi. «Con i pesanti tagli alle risorse degli enti pubblici sarà difficile sopperire ai problemi di adeguamento delle strutture», aggiunge Menchetti. Lotta alla dispersione scolastica: l'intercultura. Ammontano a 850 mila euro i fondi provinciali impiegati in azioni di contrasto all'abbandono scolastico, che in provincia di Prato sfiora il 20%, superando la media regionale del 16,9%. Di questa percentuale, la metà sono alunni stranieri- che rappresentano il 18,3% degli studenti in provincia - perciò, secondo l'assessore Giorgi «è necessario investire in progetti di intercultura, aumentando laboratori e corsi di formazione per i docenti, con un costo totale di 300 mila euro». E di educazione interculturale e integrazione si parlerà lunedì 13 e martedì 14 settembre nell'incontro "La scuola interculturale - Laboratorio di partecipazione e cittadinanza", organizzato dalla Provincia presso l'auditorium Gramsci-Keynes. Orientamento e formazione al lavoro. Sempre per evitare la dispersione scolastica saranno spesi 150 mila euro in interventi di orientamento a partire dalla terza media. Ma la massima parte delle risorse a disposizione, circa 400 mila euro, verrà utilizzata per il potenziamento dell'anno professionalizzante, ovvero l'offerta formativa per chi, al sedicesimo anno di età, sceglie di entrare nel mondo del lavoro. «Per i ragazzi che non vogliono piùstudiare sarà possibile formarsi professionalmente dentro la scuola, in vari ambiti che spaziano dall'estetica, alla moda, alla professione impiegatizia», spiega la Giorgi. L'edilizia scolastica. I tagli limitano anche gli interventi sui locali scolastici. «Sarà colpa dei criteri generali che guidano la ripartizione dei fondi ma dallo Stato a Prato non arriva nulla - denuncia Menchetti - Il piano di stabilità limita le risorse da utilizzare ma nello stesso tempo dobbiamo ottemperare a obblighi perentori come quello relativo alla valutazione antisismica, che siamo impossibilitati a svolgere entro dicembre proprio per i tagli alle risorse». Mancanza di fondi a parte, Menchetti rinnova l'impegno alla riqualificazione delle strutture: ultimata la copertura dell'auditorium e la pavimentazione del corrideo della palestra al Keynes, è pronto il progetto esecutivo della sala polivalente del Dagomari. Quasi terminati i lavori al polo di San Paolo dell'istituto Marconi e del Centro per l'Impiego mentre è in programma la risistemazione della facciata del Livi, sulla base di progetti ad opera degli stessi studenti. Ristrutturazioni in vista anche per la palestra dell'Istituto Buzzi.
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