Il Tirreno

Prato

Notte di quiete a Chinatown

Maria Lardara
A destra, pulizie in un locale poco prima di mezzanotte; Marco Huang, titolare di un ristorante Un’immagine di via Pistoiese deserta giovedì sera a mezzanotte
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A destra, pulizie in un locale poco prima di mezzanotte; Marco Huang, titolare di un ristorante Un’immagine di via Pistoiese deserta giovedì sera a mezzanotte

Debutta l'ordinanza di coprifuoco, saracinesche abbassate a mezzanotte

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 PRATO. Lampioni accesi a Chinatown. Dappertutto nell'aria è un confondersi di odori misti tra frittura e salsa di soia, che possono nauseare come stuzzicare il palato. L'orario della cena non è ancora passato. L'orologio segna a occhio e croce le 23.30. Vie deserte, un paio di occhi a mandorla spuntano dal buio insieme alla sagoma di una bicicletta che s'aggira nei dintorni.  Da lontano riecheggia una musica dal volume un po' alto: arriva da un bar cinese di via Marini. 23.45: la musica è finita. Ore 24: si va a casa, si tira giù il bandone, ci si guarda intorno, per non incrociare in giro lo sguardo di qualche vigile in azione per applicare l'ordinanza comunale appena entrata in vigore, quella che impone la serrata a mezzanotte dei bar e ristoranti della zona.  Eccola qua la "movida" di Chinatown, nella prima notte di coprifuoco imposto dalla giunta Cenni. Per far dormire sonni tranquilli ai residenti, come è stato motivato il provvedimento. Sarà. Il nostro viaggio al buio, prima e dopo mezzanotte, inizia da via Curtatone, percorre un tratto di via Filzi per girare in via Marini. E poi di nuovo un tratto lungo di via Pistoiese da cima a fondo, fino al bar Roberta. Intrufolati nel reticolo tra via Donizetti, via Zipoli, via Rossini e via Colombo. Regna il deserto da queste parti. Gli italiani sono rintanati in casa. Qualche cinese passeggia. Dalle vetrate dei ristoranti fa capolino qualche avventore: nessuna ressa oceanica. Alcuni titolari l'ordinanza la conoscono, altri no. Alcuni gridano alla concorrenza sleale, altri vorrebbero far sentire la propria voce, ma hanno paura.  Stasera si chiude. Al bar all'angolo tra via Marini e via Pistoiese ci accoglie Luigi Xu. Che ha una fortuna: masticare bene l'italiano. E' stato lui a scatenare immediatamente il passaparola quando dai giornali (italiani) ha saputo dell'ordinanza. Così in via Marini si è creato una sorta di cordone difensivo. In via Pistoiese e via Filzi invece, tanti esercizi avevano la saracinesca alzata dopo mezzanotte. «Ho subito informato la rosticceria a lato - racconta Luigi mentre alle 23.50 si accinge a sgomberare - perchè la titolare non parla italiano. Il Comune poteva comunque inviare a tutti i commercianti una lettera. Colpirci così quando in altre zone della città gli italiani stanno aperti fino alle 2 non va bene. Ma se proviamo ad alzare la voce, temo che sarà ancora peggio».  Tutti nel Macrolotto. Si toglie il problema da Chinatown e lo si sposta nel Macrolotto 1, dove i ristoranti orientali stanno spuntando come funghi. Ne è convinto Marco Huang del ristorante Hua Li Du, 21 anni nato a Firenze: quello dei suoi genitori è uno degli "storici" locali cinesi della zona. «Succederà che la nostra clientela che vuole mangiare alle 23 si sposterà verso le tavole calde del Macrolotto. D'altronde a una certa ora noi dobbiamo mandarli via. Il sindaco mi deve dire se questa non è un'ordinanza vessatoria».  Il dubbio regna. Sara della rosticceria Bai Lixian cade dalle nuvole. E' quasi mezzanotte e mezza e ancora nel suo negozio è tutto illuminato. «A che ora devo chiudere? Ho sentito dire a mezzanotte. Perché succede solo qui e non nel Macrolotto?». La conforta non vedere per ora vigili a fare multe. Seguono il suo esempio tanti locali che a quell'ora rimangono aperti...

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