Il Tirreno

Prato

Saranno affidate a un agricoltore della zona per fare il formaggio. Con una lettera protestano alcuni residenti

Cento pecore per dare lavoro a un disoccupato

Maria Lardara
Il gregge di pecore sarà di razza sarda
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Il gregge di pecore sarà di razza sarda

Le ha acquistate la comunità montana: saranno ospitate in un ovile in Calvana

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 VERNIO. Con il latte di pecora si può fare un buon formaggio locale. E si fa lavorare chi ne ha bisogno: un ex agricoltore di Vernio di circa 50 anni, che senza i 100 capi di ovino acquistati dalla Comunità Montana, sarebbe rimasto disoccupato.  E' "soccidario", secondo la terminologia dei contratti agrari, ovvero ha avuto la concessione di bestiame da parte dell'ente che a sua volta ha acquistato il gregge da un'azienda agricola di Firenzuola. Una, non a caso. L'operazione è stata infatti resa possibile con tanto di gara indetta ad agosto dalla Comunità Montana per acquisire una fornitura di 100 capi ovini di razza sarda. E la ditta aggiudicatrice è appunto di Firenzuola. L'obiettivo? Mettere in piedi una filiera di produzione di formaggi tipici locali. Consegnato il gregge, in questi giorni stanno allestendo l'ovile in Calvana. «La gestione di quei terreni - spiega Marco Ciani, presidente della Comunità Montana - è nostra. Abbiamo operato in totale trasparenza per sviluppare un progetto che ci sta a cuore e che presenteremo nel dettaglio alla cittadinanza tra una quindicina di giorni. Progetto che, in barba a ogni critica, contribuisce anche a ricollocare un anziano disoccupato che prima aveva mansioni di fattore». Ha bisogno di fare chiarezza, il presidente Ciani. Perché a sentire puzza di bruciato su questa faccenda dell'ovile che sta venendo su ed (di proprietà della Comunità Montana), è un gruppo di cittadini anonimi che hanno preso carta e penna per segnalare alla redazione la presunta "anomalia" di questo ovile. Insospettiti dal recinto per animali lì costruito andando a spasso tra i sentieri della Calvana, avrebbero appurato che dietro l'opera vi sarebbero i finanziamenti della Comunità Montana, avendo appunto quest'ultima acquistato un centinaio di pecore. Non solo. Si fa anche nome e cognome del pastore del gregge e ci s'interroga sulle modalità di assegnazione. «La gestione dell'ovile - si legge nella lettera - è stata data in comodato a un certo signor "Curcio A."». Insinuazioni che fanno venire il sangue amaro a Ciani. «Sono solo falsità, voci messe in giro. Metterò in chiaro tutta questa faccenda, compreso il nome reale dell'assegnatario, quando sarà presentato il progetto. E comunque - chiarisce Ciani - non esiste nessun comodato per gestire l'allevamento, bensì un contratto di soccida con l'allevatore che renderà possibile il riscatto attraverso il lavoro».

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