Il dolore
Una serata di solidarietà in piazza per Sakineh
Valentina Ceccatelli
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Luciana Bigagli dellItalia dei valori Balli e dibattito dalle 21 davanti al Comune per l'iraniana che rischia la lapidazione
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PRATO. «Sakineh è il simbolo di altre donne che si trovano nella stessa situazione, che vedono le loro libertà attaccate e violate: non solo in Iran, ma in tutto il mondo, società italiana compresa». Lo dice Loredana Ferrara, assessore provinciale Idv, che aggiunge: «La serata del 10 settembre è dedicata a lei, ma vuole portare l'attenzione sui diritti di tutti». Questa sera quindi, in piazza del Comune dalle ore 21, il gruppo provinciale donne di Italia dei valori, di cui è responsabile Luciana Bigagli, insieme all'associazione Lunaesole e all'Arci porteranno davanti alla cittadinanza il dramma di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione in Iran con danze, dibattiti autogestiti e video. Alle 21 ci saranno balli in piazza: "Donne e tradizione", mentre dalle 22 si aprirà un dibattito libero al quale tutti potranno partecipare, sul tema del diritto alla vita e alla libertà e del diritto al lavoro e al precariato. «Saranno presenti anche le donne del Pd, e le donne delle comunità straniere: Prato è una città fatta di donne che vengono da 170 paesi del Mondo, la loro presenza sarà fondamentale». Inutile dire che alla manifestazione sia invitata tutta la cittadinanza, ma «soprattutto le donne, tutte le donne. Di qualsiasi partito, popolo, religione, associazione. Tutte le amministratrici pubbliche della città». «Siamo tornate indietro di quasi un secolo: quello che succede in Iran, sta succedendo in tutto il Mondo - dice Enza De Simone dell'associazione Soleeluna - Le donne portano la vita, e ne sono danneggiate: quando cercano lavoro devono firmare un foglio in bianco che permette all'azienda di licenziarle nel caso che restino incinte; sono le prime ad essere licenziate, com'è successo alla Seves di Firenze, sono le più colpite dal precariato. In questi anni sono state spogliate di quelle conquiste fatte nel secolo scorsi, tornando ad essere merce. L'idea è quella di creare un movimento femminile, una rete di donne che esca anche dai confini di Prato e possa parlare con le persone: le conquiste nel passato sono state fatte, adesso dobbiamo difenderle».
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