Gioco
Le reazioni, mondo politico in tempesta
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Soldi segretario cittadino lega Nord Ardita: «Scelte irresponsabili». Attucci: «Gestri chieda scusa»
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PRATO. Lo "schiaffo" del Corteggio non poteva non generare le reazioni, unanimemente indignate ma per motivi diversi, dei rappresentanti politici della città. Dal segretario comunale della Lega Soldi al presidente dell'Ovest Mosca a Cristina Attucci, capogruppo Pdl in Provincia. Salvo Ardita invece, segretario Idv, denuncia la doppiezza delle dichiarazioni del sindaco Cenni. «Unire e non dividere dice lei - scrive Ardita - mentre minaccia di usare la forza pubblica per disperdere le persone non invitate. Di quale unione parla?». Una scelta, quella di Cenni, «unilaterale», che «ingenera profonde divisioni per le scelte irresponsabili di una destra che alimenta una tensione sociale altissima». Duro ma all'inverso Leonardo Soldi, che tira in ballo anche il rinfresco di Gestri con i rappresentanti delle comunità straniere e Marco Wong. «Se veramente Gestri volesse l'integrazione, a quel rinfresco avrebbe invitato anche gli italiani - dice, aggiungendo - Se Marco Wong vuol partecipare al corteggio, prima faccia in modo che la sua comunità rispetti le leggi italiane, [...] che le decine di migliaia di clandestini cinesi vengano rimpatriate, [...] che i cinesi escano fuori dal proprio ghetto». Giovanni Mosca piange «lo spettacolo indecente di una città che sprofonda sempre di più in un baratro», mentre Francesco Querci, capogruppo Udc, si concentra invece sulla mancata partecipazione di Gestri: «Il ruolo istituzionale lo obbligava ad essere a fianco della città soprassedendo ai contrasti di natura politica che potevano trovare sfogo in altre sedi». Accuse riprese anche da Cristina Attucci, che si chiede come Gestri «intenda provvedere a riparare allo sgarbo istituzionale verso il sindaco di Prato e soprattutto verso il prefetto, massimo rappresentante dello Stato sul nostro territorio». Anche Massimo Taiti, presidente della circoscrizione Centro dice la sua. «E' inammissibile che il presidente della Provincia voglia giocare un ruolo politico di alter ego del sindaco di Prato» scrive. A.P.
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