Il Tirreno

Prato

Il tessile ritrova un po' di ottimismo

Alessandra Agrati
Garbesi e Riela
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Garbesi e Riela

Affluenza molto alta e primi segnali di ripresa: il tragico 2009 sembra archiviato

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PRATO. Un pacato ottimismo soffia su Prato da Milano, i 38 espositori pratesi di Milano Unica sono soddisfatti sia per l'affluenza, molto alta a partire dalle prime ore di mercoledì mattina, sia per alcuni timidi segnali di ripresa. Il tragico 2009 sembra ormai archiviato, ormai si è tornati ai livelli del 2008, la lana è favorita dalle tendenze moda, ma preoccupa il continuo aumento delle materie prime. L'appuntamento milanese resta una punto fisso per i compratori italiani, mentre Parigi per quelli gli stranieri; nonostante i costi quasi tutti gli espositori hanno deciso la doppia partecipazione, qualcuno sacrificando gli spazi.  «L'affluenza è stata buona fin dal primo giorno - spiega Francesco Boggiani del Panda.- i primi mesi del 2010 hanno registrato un trend costante di crescita, da dopo giugno si è proceduto a sbalzi, ma si respira un po' di ottimismo». Del resto anche i dati generali fanno registrare alla tessitura nel primo trimestre del 2010 un incremento del 5,1% e del 12,8% nel secondo.  «Dal mercato - spiega Sandro Ciardi dell'Ultra - arrivano segnali incoraggianti soprattutto dall' America e dall' Europa, è difficile fare previsioni a lungo termine, anche perché ci sono differenze nelle varie fasce di mercato». Segnali positivi anche dalla Cina: «Stiamo consolidando le nostre posizioni- spiega Franco Bruni della Efilan - abbiamo alcuni clienti con cui lavoriamo direttamente, che fanno ordinativi di 10 mila metri per colore con acconto del 30%». Ottimismo anche alla Marcolana che negli ultimi anni ha portato avanti un impegnativo piano di investimenti: «Stiamo cercando di verticalizzare tutta la produzione - spiega Andrea Barontini - ormai ci manca solo la nobilitazione, abbiamo anche investito sul servizio realizzando dei capi per conto dei nostri clienti con i nostri tessuti». Ma tra gli stand di Milano Unica c'è anche un po' di preoccupazione per il rincaro delle materie prime. «Dal mese di luglio spiega Gianfranco Lombardi di Asootex - abbiamo subito un rincaro del 20%, questo inevitabilmente si è ripercosso sui listini, che abbiamo dovuto aumentare del 10% per non subire perdite». Per evitare oscillazioni così forti la Furpile ha fatto scorte di magazzino in tempi non sospetti. «Temo che si possa verificare una nuova speculazione- spiega Andrea Cavicchi - abbiamo i magazzini pieni di materie prime per questo siamo riusciti a mantenere i prezzi inalterati».  In questo scenario di mutamento, secondo gli imprenditori, Prato dovrebbe avere qualche beneficio. «Non penso che ci saranno problemi per quanto riguarda la capacità produttiva del distretto - spiega Raffaele Riela del lanificio Lamberto - dobbiamo anche capire se questi segnali positivi sono dovuti ad una ripresa reale o dettati dal fatto che i nostri clienti hanno ormai finito le scorte». Per Gianni Garbesi della Duemilagori, invece, ci potrebbe essere qualche problema sulle rifinizioni: «La situazione per ora è sotto controllo, certo che se aumentassero gli ordini i tempi di consegna potrebbero diventare più lunghi e rendendoci meno competitivi». Tra gli espositori, omesso nell'elenco pubblicato ieri, anche il Lanificio Cipriani.

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