Sicurezza
Alle elementari c'è il rischio di classi ghetto
Miriam Monteleone
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Alunni cinesi Due mamme ritirano i bambini dalla Mascagni: «Troppi stranieri»
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PRATO. Allarme classi ghetto alle elementari Mascagni di via Toscanini a San Paolo. Ieri mattina i genitori di due bambini italiani, iscritti alle prime classi, si sono recati a scuola per cancellare l'iscrizione, a causa dell'alta concentrazione di alunni stranieri nelle classi. I genitori hanno preso questa decisione appena hanno visto la composizione delle classi, ma l'episodio rischia di scatenare una reazione a catena, visto che già altre famiglie italiane minacciano di iscrivere i bambini altrove. Nella 1ºA su 20 bambini, solo 6 hanno un cognome italiano; nella 1º B i bimbi italiani sono invece 7 su 20. In base al tetto stabilito dal Ministero della Pubblica Istruzione gli alunni stranieri nelle classi non dovrebbero superano il 30%, anche se in caso di alunni nati in Italia e già in possesso di abilità linguistiche, il tetto può essere più alto, in accordo con l'Ufficio scolastico regionale. «Quando ho saputo che due bambini sono stati iscritti in un'altra scuola mi sono allarmata - fa sapere la signora Stefania, mamma di una bimba iscritta in prima - Non ho nessun pregiudizio di tipo razziale, sono solo preoccupata che i bambini italiani, essendo una minoranza, possano rimetterci sotto il profilo didattico. Intendo incontrare la preside prima dell'inizio della scuola». «Sono molto dispiaciuta per questo episodio - replica Laura Papini, dirigente dell'istituto comprensivo Mascagni - I genitori ieri mattina hanno richiesto il nulla osta per iscrivere i bambini in un'altra scuola, senza neanche incontrarmi o cercare una soluzione insieme. Io tra l'altro mi trovavo altrove per impegni collaterali». «Il problema del tetto in questo caso non si pone - spiega la preside - in quanto quasi tutti questi bimbi stranieri, fatta eccezione per uno, hanno frequentato la materna qui da noi e conoscono già l'italiano. Abbiamo avuto una deroga del dirigente regionale Angotti per accogliere i bambini stranieri in esubero in questi casi, quindi su questo aspetto i genitori possono stare tranquilli». Ma il problema - a quanto ci segnala la dirigente Papini - indirettamente chiama in causa anche le altre scuole: «Mi stupisco invece che le altre primarie accolgano con tanta facilità i bambini italiani che fuggono dalle Mascagni. Le scuole in questo senso dovrebbero collaborare tra loro e favorire l'integrazione, non la ghettizzazione delle classi in altre scuole. Ci tengo a precisare che l'alta concentrazione di alunni stranieri qui alle Mascagni in parte è dovuta alla vicinanza della scuola a via Pistoiese e a Chinatown, in parte alla fuga di molti italiani, che per stradario avrebbero dovuto iscriversi qui. Se gli italiani non si iscrivono è ovvio che ci sono solo cinesi». «Sono comunque disponibile a incontrare le famiglie - conclude la preside - Al momento nelle nostre prime su 38 bambini, ci sono rimasti sono 12 italiani, non vorrei che questo numero diminuisse ulteriormente potrebbero crearsi davvero delle classi ghetto. Certo è, che se dovesse capitare, non manderò via i bambini stranieri. Per noi gli alunni sono tutti uguali e abbiamo sempre cercato di favorire l'integrazione, proteggendo la qualità della scuola. I genitori devo darci fiducia».
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