Sicurezza
Immigrati alla festa religiosa, il Comune dice "no" e la Provincia diserta
A Prato il presidente provinciale invita gli stranieri alla sfilata tradizionale. Il sindaco si oppone: "Snaturano la festa". Fallita la mediazione del prefetto. La Provincia non va: "Diktat inaccettabile"
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È uno scontro senza precedenti tra Comune e Provincia per la partecipazione degli stranieri al Corteggio storico di Prato, la tradizionale manifestazione che celebra la Madonna della Fiera. Nessun rappresentante della giunta provinciale ha preso parte alla festa nella posizione delle istituzioni. Solo il presidente del consiglio provinciale è stato delegato a reggere il Gonfalone accompagnato da un rappresentante delle opposizioni.
Una rottura che segue la polemica delle scorse ore sulla presenza o meno degli immigrati alla festa. Il presidente della Provincia, Lamberto Gestri (centrosinistra) nei giorni scorsi aveva infatti invitato i rappresentanti delle comunità straniere a sfilare al Corteggio dietro al Gonfalone della Provincia, "affinché l'8 settembre diventi la festa di tutti coloro che a Prato vivono e lavorano".
Il sindaco Roberto Cenni (centrodestra) - il Comune è organizzatore dell'evento - si è opposto alla presenza degli stranieri sostenendo che "aggiungere delegazioni snatura quella che è una festa della tradizione cittadina con proprie regole. Il Corteggio non deve diventare il palcoscenico di un pensare politico".
Formalmente la Provincia è infatti un "invitato" al Corteggio, il sindaco chiedeva che il presidente Gestri non forzasse la mano. Sindaco e presidente hanno dunque discusso a lungo in prefettura. Il prefetto ha tentato di facilitare una mediazione che alla fine non è stata trovata. Alla fine il presidente della Provincia e la giunta provinciale hanno partecipato alla festa sfilando in fondo al corteo "tra la gente comune - dice Gestri - dove non esistono distinzioni tra pratesi e immigrati. Il sindaco ha minacciato di far intervenire le forze dell’ordine per espellere gli stranieri da dietro il nostro gonfalone. È un diktat che non si può accettare.".
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Una rottura che segue la polemica delle scorse ore sulla presenza o meno degli immigrati alla festa. Il presidente della Provincia, Lamberto Gestri (centrosinistra) nei giorni scorsi aveva infatti invitato i rappresentanti delle comunità straniere a sfilare al Corteggio dietro al Gonfalone della Provincia, "affinché l'8 settembre diventi la festa di tutti coloro che a Prato vivono e lavorano".
Il sindaco Roberto Cenni (centrodestra) - il Comune è organizzatore dell'evento - si è opposto alla presenza degli stranieri sostenendo che "aggiungere delegazioni snatura quella che è una festa della tradizione cittadina con proprie regole. Il Corteggio non deve diventare il palcoscenico di un pensare politico".
Formalmente la Provincia è infatti un "invitato" al Corteggio, il sindaco chiedeva che il presidente Gestri non forzasse la mano. Sindaco e presidente hanno dunque discusso a lungo in prefettura. Il prefetto ha tentato di facilitare una mediazione che alla fine non è stata trovata. Alla fine il presidente della Provincia e la giunta provinciale hanno partecipato alla festa sfilando in fondo al corteo "tra la gente comune - dice Gestri - dove non esistono distinzioni tra pratesi e immigrati. Il sindaco ha minacciato di far intervenire le forze dell’ordine per espellere gli stranieri da dietro il nostro gonfalone. È un diktat che non si può accettare.".
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