Sicurezza
Donare sangue per aiutare l'integrazione
Ma. La.
La prima associazione cinese conta già una quarantina di soci
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PRATO. È un dono che non ha colori. E che può salvare tante vite umane. Sangue che ora tanti cinesi hanno intenzione di donare ai pratesi, come piccolo passo verso l'integrazione. Con questo scopo in città da qualche mese è nata la prima associazione di donatori cinesi di Prato, emanazione di "China - Italy Consulting", un'altra associazione sino-pratese recentemente nata, con sede nei pressi di via Pistoiese, in via Cadamosto 12. L'iniziativa è stata messa in piedi da Alfredo Murroni, consulente toscano che da 15 anni lavora a fianco della comunità orientale di Milano per gettare un ponte di dialogo con le istituzioni. «Dai primi di settembre sono stato chiamato a Prato per risolvere i problemi di molti cittadini orientali nei loro rapporti con le autorità locali, impegnandosi per attivare una rete di collaborazione con gli enti locali». Sono 150 i cinesi iscritti a "China - Italy Consulting" che si avvale della consulenza di esperti italiani in materia legale, contabile e tributaria per fornire servizi e assistenza alla comunità cinese. Ma un'associazione che raggruppi all'interno dei cinesi che vivono e lavorano a Prato, accomunati dalla "generosità" del donare sangue, rappresenta un unicum nel panorama nazionale. «In pochi giorni - sottolinea Murroni - abbiamo raccolto una quarantina di adesioni, ma l'intenzione è quella di raggiungere il traguardo dei 5mila iscritti in due anni. Abbiamo avuto gli apprezzamenti del prefetto e ci appoggiamo all'Asl per i prelievi: la sede per il momento è quella di via Cadamosto». In Cina quella di donare il sangue è prassi comune. Perché però non aderire a realtà "pratesi" votate da tempo a questo servizio, come Avis e Fratres? «L'esigenza di un'associazione con una sua peculiarità cinese - puntualizza Murroni - sta a dimostrare una volontà specifica più forte di contribuire a un gesto come quello di donare sangue, come forma di condivisione con la comunità locale. Abbiamo avuto anche l'incoraggiamento dell'Asl: i donatori pratesi di sangue del resto scarseggiano sempre più».
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