Il Tirreno

Prato

PERCHE’ SI’

«Basta con questa retorica, la città è di tutti»

Maria Lardara
Edoardo Nesi assessore e scrittore
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Edoardo Nesi assessore e scrittore

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 PRATO. Nesi non ci sta. La distinzione tra "pratesi" e "non pratesi", uno dei motivi per cui secondo il sindaco Cenni le altre etnie non dovrebbero sfilare al seguito del gonfalone della Provincia, non gli va proprio giù. Anacronistica, sterile, condita con una bel po' di retorica. Edoardo Nesi, l'assessore alla Cultura della Provincia, di mondi che cambiano e che si colorano di tante culture diverse, allargandosi a nuovi orizzonti, ne ha visti diversi. Inevitabile, avendo girato il mondo prima come imprenditore e ora come scrittore. «Quando vado a presentare i miei libri - fa notare - promuovo la città, l'immagine di una Prato di tutti. Per questo dico basta a polemiche senza senso».  Secondo lei perché al Comune non è piaciuto l'appello di Gestri alle comunità straniere?  «Il punto è che bisogna smetterla con questa retorica per la quale si pensa e si decide di stabilire chi è pratese e non lo è. Che discorsi, allora il pratese "purosangue" non esisterà mai avendo vissuto questa città una forte immigrazione dall'Italia meridionale negli anni passati».  Ma il Comune rivendica la proprietà della festa nel senso che non può essere la Provincia a invitare i rappresentanti delle altre etnie.  «Altro discorso che non ha senso. Certo che è anche la "nostra" festa. La Provincia rappresenta tutti i pratesi».  Alcuni pratesi però non fanno salti di gioia all'idea di sfilare insieme agli stranieri...  «Non riesco a capire perché si voglia escluderli dalla festa. Questo rifiuto lo considero un atteggiamento ingeneroso: fra loro ci sono anche comunità che lavorano accanto ai pratesi».  La lite rimanda a una contrapposizione tra tradizione e modernità.  «Non si può più pensare al mondo di una volta. Non si può ragionare secondo la logica di città divise e parallele. "Noi" e "voi", cinesi e pratesi. Per ora Prato sta facendo le spese di questa apertura alla globalizzazione, un giorno potremo raccoglierne i frutti: con certi ragionamenti non andremo da nessuna parte».

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