La manifestazione
Al Corteggio è storica la rottura
Ilenia Reali
◗
Il Gonfalone della Provincia senza giunta e, a destra, il sindaco Cenni con il prefetto Federico. Sotto un figurante del Corteggio Lite col Comune, la Provincia sta fuori. Gestri: «Non accettiamo diktat»
4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il presidente della Provincia Lamberto Gestri non ha accompagnato il gonfalone lungo il percorso del Corteggio. Né lui, né nessun altro della giunta e della maggioranza. A rappresentare la Provincia nella posizione riservata all'autorità c'era solo, fatta eccezione per l'opposizione, il presidente del consiglio provinciale Giuseppe Maroso. E' la prima volta che i vertici dell'istituzione cittadina non sfilano nella posizione prevista dal cerimoniale ma, mischiati, in mezzo al corteo. La decisione è arrivata alle 20 passate dopo una riunione durata circa tre ore tra la giunta e il presidente del consiglio provinciale e una giornata trascorsa in un polemico testa a testa tra Comune e Provincia sulla presenza degli stranieri al Corteggio. Quattro giorni fa. Domenica il presidente Gestri aveva inviato una lettera aperta ai giornali dove chiedeva ai rappresentanti delle comunità straniere di unirsi al Corteggio. «Dietro i nostri gonfaloni nelle vie e nelle piazze ci sia spazio e accoglienza per tutti: l'8 settembre diventi la festa di tutti coloro che a Prato vivono e lavorano. Partecipate con noi al Corteggio», aveva scritto il presidente della Provincia. Un appello che aveva sollevato plausi e critiche. La polemica. Un appello che però non sembrava avrebbe avuto particolari strascichi. Fino a ieri mattina. Poi dal Comune, che organizza il Corteggio, è arrivata in Provincia una telefonata che invitava a rivedere le posizioni prese perché per la delegazione delle comunità straniere non c'era spazio. L'assessore comunale Giorgio Silli e la collega provinciale Loredana Ferrara si sono sentiti e con il passare delle ore è diventato chiaro che per il Comune quest'invito "non s'aveva da fare". Le telefonate tra Comune e Provincia si sono fatte sempre più fitte fino al punto che in campo è entrata la prefettura. Alle 17 il prefetto Guja Federico ha chiamato il sindaco Cenni e il presidente Gestri per tentare una mediazione. La mediazione. Il prefetto davanti a Gestri e Cenni ha proposto di far sfilare comunque le comunità straniere ma non dietro il gonfalone della Provincia come proposto dal presidente (che voleva i rappresentanti stranieri accanto a sé), ma dietro gli altri invitati, accompagnati dalla vice presidente Ambra Giorgi. Il sindaco Cenni ha accettato la proposta, il presidente Gestri ha preso tempo e ha convocato i suoi. Il sindaco. «Accetto la proposta del prefetto - ha commentato il sindaco Cenni - ma solo per senso di responsabilità. L'invito della Provincia va a snaturare la tradizione del corteggio e un cerimoniale che si ripete da sempre. Il Corteggio è una festa della città e dov'è il posto delle autorità devono starci le autorità: non è un palcoscenico politico dove ognuno mostra il suo metodo amministrativo». «E poi - ha aggiunto - gli inviti li fa il Comune ed è come se io invitassi una persona a cena e questa si presentasse con altre dieci. Dietro i gonfaloni ci stanno i rappresentanti delle istituzioni e basta». Il presidente Gestri. «La giunta provinciale - ha detto - sta con la gente. In mezzo alla gente comune, pratesi e stranieri. Il sindaco ha minacciato di far intervenire le forze dell'ordine per espellere gli stranieri da dietro il nostro gonfalone. E' un diktat che non si può accettare. Ringrazio il prefetto per la proposta di mediazione, ma non era accettabile neppure quella. Ho invitato gli stranieri per dare un messaggio di integrazione, di condivisione e poi avrei dovuto farli partecipare in una posizione penalizzante. Tipo, ci sei ma per ultimo. No, noi non ci stiamo. Sarebbe un gesto di distinzione che non accettiamo. Noi festeggiamo, ma con tutti gli altri, come segno coraggioso e aperto di condivisione dei valori della festa». Le comunità straniere. Più che dispiaciuto, è avvilito Matteo Ye, alias Ye Hui Ming, una delle facce più conosciute della comunità orientale. «E' una vergogna - commenta prima di accodarsi al corteo insieme al presidente Gestri, in via Cimatori - avremmo avuto il diritto di essere nel corteo dietro al gonfalone della Provincia, non tanto come stranieri ma come esseri umani». E' possibile commentare le scelte di Comune e Provincia inviando un sms al numero 340-4399890. SERVIZIO A PAG. 2
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
