Attenzione
Sparite le cattedre, insegnanti nomadi
Miriam Monteleone
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Un gruppo di precari della scuola Molti hanno perso il posto o sono costretti a migrare tra varie scuole
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PRATO. Le nomine a tempo determinato del personale docente, in linea di massima, sono concluse. Restano ancora da assegnare una manciata di posti residuali dalle graduatorie a esaurimento coda. Le nuove convocazioni sono fissate al 13 settembre, due soli giorni prima dell'inizio della scuola (ore 9, scuole Don Milani). Come era stato previsto dai sindacati, qualche insegnante, soprattutto delle scuole di secondo grado, al momento è rimasto senza lavoro. La stima è di circa 50 cattedre in meno rispetto allo scorso anno. Un taglio consistente, che non fa ben sperare i lavoratori della scuola. Anche chi lavorerà, tuttavia, non in tutti i casi può dirsi soddisfatto. «Ho 38 anni e sono precaria da otto anni - racconta Petrah Foianesi, insegnante di italiano e storia. Ho insegnato quattro anni al Datini, ma quest'anno nonostante sia sesta in graduatoria mi sono dovuta accontentare di uno spezzone. Farò 6 ore al Rodari e 10 al Dagomari, al corso serale. Prendere o lasciare. E non raggiungo nemmeno le 18 ore previste, visto che non è stato il provveditorato a nominarmi». «Prima che entrasse in vigore la riforma Gelmini - continua l'insegnante - al Datini c'erano 10 cattedre di lettere, quindi avevo buone speranze di arrivare al ruolo entro qualche anno. Adesso quelle cattedre sono diventate 4 e io devo cambiare scuola per lavorare. Lascio una classe che ho portato fino alla quarta e che dovrà affrontare la maturità. Comincio l'anno scolastico con amarezza, devo sentirmi fortunata però, c'è chi è rimasto fuori e quest'anno non lavorerà proprio». Ma la riforma - come è stato fatto notare anche in altre occasioni - ha penalizzato tutti, precari e insegnanti di ruolo. Alcuni, tra quest'ultimi, sono stati costretti a lasciare la scuola di titolarità, in quanto hanno perso il posto con i tagli, e adesso si ritrovano a fare i nomadi, con un'assegnazione provvisoria e in molti casi ore "libere" a disposizione della scuola. Venendo ai numeri, ieri sono state assegnate 75 cattedre alle superiori e 39 spezzoni. Per l'infanzia 55 cattedre su "posto comune" e 15 sul sostegno. Intanto la protesta non si ferma e arrivano i primi segnali di solidarietà anche dalla politica. I rappresentanti dell'Idv in occasione delle nomine hanno sposato la causa dei precari con un volantinaggio fuori dal Datini e dalle Don Milani. Per il primo giorno di scuola (15 settembre) i sindacati hanno invece confermato l'assemblea straordinaria unitaria nell'orario di lezione. Quanto al decreto "Salva precari" gli interessati potranno fare domanda ai sindacati e ai Caf. Il termine fissato è dal 15 al 30 settembre.
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