La manifestazione
L'Asl sceglie i farmaci generici
Maria Lardara
Per ridurre la spesa. E da ottobre via al Pronto soccorso ampliato
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PRATO. Li chiamano farmaci generici, costano meno di quelli "di marca" e in fin dei conti hanno la stessa efficacia. Potrebbero essere la "salvezza" del bilancio dell'Asl 4 per i prossimi 2-3 anni. Perché se sulle cure dei cittadini è vietato risparmiare, per comprimere la spesa dei farmaci che, nel 2009, è volata a 31.736.224 euro, l'azienda sanitaria pratese sta pensando di ricorrere all'uso di medicinali generici per abbassare i costi. Un po' come fanno i cittadini che, ricetta del medico alla mano, si orientano verso i generici per non lasciare un capitale in farmacia. Il bilancio 2009 intanto scatta la fotografia di un'azienda sanitaria in salute, con un risultato di sostanziale pareggio rispetto al 2008 (solo una lievissima perdita di -451.295,27, pari allo 0,1% del totale dei ricavi). I conti, insomma, tornano tenendo conto che l'entità dei trasferimenti dal fondo sanitario nazionale è rimasta la stessa rispetto al 2008. «Con 415,8 milioni di euro di ricavi - fa notare il direttore generale Bruno Cravedi - rappresentiamo il 6% del Pil prodotto a livello provinciale, costituendo così un elemento di stabilità sociale in un momento di crisi». Se il 2009 ormai è archiviato a livello contabile con soddisfazione, i dolori potrebbero sorgere con i numeri di 2010 e 2011. «L'anno in corso - ammette Cravedi - ci vede già in difficoltà, per l'aumento dei costi sui servizi a partire da maggio e dei prezzi dei farmaci biologici e oncologici. Con meno risorse disponibili dobbiamo comunque ai cittadini le cure necessarie e appropriate. Attenzione però: la sanità deve essere sì gratuita, ma non un bancomat per prendere ciò che si vuole. Gli sforzi saranno concentrati su più fronti. Da una parte, vorrei che l'ospedale si caratterizzasse per l'utilizzo di farmaci generici. Dall'altra, occorrerà recuperare maggiore efficienza delle nostre strutture, invitando a più attenzione per il tipo di prestazione. Come la Tac, ad esempio, da non effettuarsi se non esiste reale bisogno». Meno ricoveri, in calo gli stranieri. Nel 2009 sono stati 30.766; nel 2008, 33.209: ci si ricovera sempre meno all'ospedale, soprattutto per il calo del "day hospital" in quanto è stato possibile dirottare quelle prestazioni nel circuiti ambulatoriali. I ricoveri dei cittadini stranieri sono stati nel 2009 5.670, il 2,5% in meno del 2008. In cima alla classifica delle principali cause di ricovero, le malattie dell'apparato muscolo scheletrico, seguite da quelle cardiovascolari. Pronto soccorso, si cambia. Cravedi lo ammette: «Il pronto soccorso rappresenta uno dei nostri punti di criticità. Ma a ottobre saremo in grado di consegnare i nuovi locali, finiti i lavori di ristrutturazione. Dalle nostre informazioni, negli ultimi mesi le file al pronto soccorso sono diminuite grazie alla riduzione dei tempi di attesa per le persone da spostare nei reparti». Tempo, fattore vincente. Stando al monitoraggio dell'Asl, per prendere un appuntamento mediamente i cittadini se la sono cavata con 15 giorni di attesa prima di sottoporsi a una visita specialistica di cardiologia, ginecologia, oculistica e simili. Buone notizie anche per la diagnostica: sempre nel 2009, l'attesa media per una Tac o risonanza magnetica è stata di un mese.
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