Attenzione
Anche il sindaco canta "Bella ciao"
Miriam Monteleone
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Folla a Figline, a sinistra il sindaco canta Bella ciao Quest'anno commemorazione dei martiri di Figline senza polemiche
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PRATO. «O partigiano portami via». Una strofa che ha intonato il sindaco Roberto Cenni lunedì sera a Figline, in occasione delle cerimonie per la Liberazione e del corteo di commemorazione dei 29 Martiri, impiccati il 6 settembre del'44 dai tedeschi. «Cantiamo insieme "Bella ciao"- ha esordito il primo cittadino - il miglior modo per commemorare i partigiani che hanno sacrificato la vita per liberare Prato». Un invito che i numerosi presenti hanno accolto senza esitazione, tra gli applausi, dopo il lungo e toccante discorso pronunciato da Ennio Saccenti, presidente dell'Anpi. L'anno scorso la festa era stata contaminata da qualche polemica di natura politica, ma quest'anno è andato tutto liscio. Le celebrazioni del 66º anniversario della Liberazione, come ogni anno, sono iniziate lunedì mattina in centro storico con la deposizione delle corone di alloro ai cippi e ai monumenti ai 29 Martiri e il successivo alzabandiera in piazza delle Carceri. La sera, il corteo è partito alle 21 da via VII Marzo, percorrendo tutta la strada fino a Figline e radunando diverse centinaia di pratesi, armati di bandiere tricolore. «Ci siamo interrogati come Anpi- ha esordito Saccenti- se questa cerimonia fosse solo una liturgia laica da ripetere in memoria del passato o un momento di memoria storica ancora utile per l'oggi. Non vi è dubbio che abbiamo tutti molto da imparare da chi si è sacrificato anche per noi. Se da 66 anni viviamo liberi e in pace, lo dobbiamo anche ai nostri partigiani. Voglio inoltre spendere una parola per tutte le donne, madri e mogli, che si sacrificarono per i partigiani, spesso privandosi di cure e di cibo per sostenere i loro figli e mariti». «Stiamo vivendo una situazione storica drammatica - ha concluso Saccenti- la nostra società è sempre più afflitta da precariato, disoccupazione, sfiducia e apatia, ma non possiamo smettere di sperare e il nostro appello deve andare soprattutto ai giovani. Perchè il nostro domani va costruito con fatica, la realtà non è quella che vediamo in "Avatar" o nei giochi della Play Station, è altro». Quando il testimone è passato al sindaco Cenni, qualcuno tra la folla ha intonato "Bella ciao". «Propongo di cantarla tutti insieme, facendoci accompagnare dalla banda - ha detto il sindaco - e di salutare i nostri martiri con le note di questa canzone e con un applauso. Questa festa non solo celebra la liberazione di Prato dai fascisti ma intende ricordare anche quei 29 che furono sacrificati per la nostra libertà». Dopo la cerimonia il corteo ha raggiunto il circolo di Figline per un ultimo brindisi.
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