Il Tirreno

Prato

Il nobilitatore Bellu: «Ma, per favore, non diciamo che non siamo rappresentati. In Presidenza siamo in tre»

Via alla commissione sui terzisti

Ilenia Reali
Una rifinizione pratese
◗
Una rifinizione pratese

I vertici dell'Unione confermano l'indirizzo del consiglio direttivo

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Avanti tutta con la costituzione di una commissione ad hoc che si occuperà di trovare un punto di incontro con la sezione filature e tessiture che chiede un accorpamento con i colleghi terzisti. Lo staff di presidenza dell'Unione industriale ha confermato la posizione presa nell'ultimo consiglio direttivo. Ad aprire l'argomento nella riunione di presidenza di ieri è stato il vice presidente, espressione della sezione nobilitazione, Adriano Bellu, che negli ultimi mesi ha seguito l'intera vicenda.  Bellu, cosa è stato deciso in presidenza?  «Di dare seguito a quanto deciso nell'ultimo consiglio direttivo: una commissione per vedere come si può fare per ristrutturare o accorpare le sezioni dei terzisti. Siamo aperti ad aprire una trattativa con le filature anche se devo dire, con sincerità, che finora trovare un punto d'incontro è stato difficile. Comunque, voglio sottolineare, che noi non abbiamo la sensazione che ci sia la volontà di una possibile scissione».  La commissione come sarà costituita?  «Di questo se ne occuperà il presidente Riccardo Marini in tempi brevi. Per quel che mi riguarda ho chiesto di non farne parte. Negli ultimi tempi sono stato troppo coinvolto in questo argomento e le mie proposte sono state finora bocciate. E' giusto quindi che sia qualcun altro a valutare le posizioni delle singole sezioni».  Quali proposte aveva portato avanti?  «La mia proposta era quella di creare un referente, eletto dalle sezioni terziste, che doveva seguire tutte le questioni comuni rimanendo invece divisi in sezioni distinte per seguire, ogni fase per conto proprio, i temi specifici. Il consiglio direttivo era d'accordo ma la sezione filature non lo è stata».  Qual è il motivo?  «C'è un modo diverso di interpretare il ruolo dell'Unione industriale, probabilmente. Per quel che mi riguarda l'Unione è un'associazione di categoria ma non può avere una funzione di arbitro tra committenti e terzisti sulle tariffe. Ritengo che una lotta di classe contro gli impannatori sia sbagliata e che ognuno su questo debba scegliere per conto proprio. E' il mercato a decidere: ad andare avanti deve essere chi è bravo o ha fortuna. L'Unione è una fonte di informazione, di indirizzo, di formazione, fa servizio alle imprese, promuove consorzi ma non va a gestire questioni, come le tariffe, che sono competenza di ogni singola azienda. L'Unione intesa come mediatrice degli interessi tra impannatori e terzisti è un'utopia. Non possiamo chiederle neppure di fare da questurino: se la legge consente di non pagare i contributi per due anni oltre la denuncia pubblica non si può fare altro».  Alcuni suoi colleghi chiedono che il prossimo presidente sia terzista. Lei cosa ne pensa?  «Io ero per averne uno anche prima ma non c'è mai stato un candidato disponibile. Quindi ben venga. Non si può però dire che i terzisti non sono rappresentati: in presidenza ci siamo Io, Matteini e Cangioli. Di fatto siamo la maggioranza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa