Attenzione
Permessi di soggiorno a rischio
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Tre precarie con la maglietta di protesta Scade il contratto dei precari di Questura e Prefettura
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PRATO. Da otto anni fanno il lavoro oscuro che consente a migliaia di stranieri di ottenere il permesso di soggiorno in tempi ragionevoli, ma ora rischiano di non vedersi rinnovato il contratto, con conseguenze molto pesanti per Questura e Prefettura. Sono i 12 precari che ormai dal 2002 lavorano nei due enti (8 in Questura, 4 in Prefettura) allo smaltimento delle pratiche che riguardano gli immigrati, permessi e carte di soggiorno, ricongiungimenti, rinnovi e quant'altro. Potrebbero essere vittima dei tagli previsti nella prossima legge finanziaria: il Ministero dell'Interno, insomma, potrebbe non avere le risorse necessarie per rinnovare i contratti ai dipendenti civili diventati pressoché indispensabili nella gestione dei permessi di soggiorno. «In tutta Italia siamo 650, qui a Prato 12 - racconta Nicola Zanetti, uno di loro - Per cinque anni siamo stati interinali con un appalto del Ministero, poi abbiamo vinto un concorso e ci hanno fatto un contratto di tre anni, ma non sappiamo se ci verrà rinnovato». Il tam tam è scattato già da giorni e la protesta monta, tanto che i precari pratesi hanno cominciato a indossare delle magliette in cui si definiscono lavoratori con scadenza 31-12-2010 (vedi foto). «In otto anni abbiamo acquisito una grande professionalità - spiega Zanetti che parla anche a nome degli altri (Giada Bartoli, Francesca Biagini, Antonella Labonia, Marco Santi, Giusy Puglisi, Laura Danesi) - Per dirne una, gestiamo l'archivio storico dell'Ufficio immigrazione, rappresentiamo circa il 40% del personale. Non so come potrebbe andare avanti l'ufficio se ci mandassero a casa». Pare che il sottosegretario alla Giustizia Nitto Palma abbia ventilato l'ipotesi di risparmiare "risorse umane" potenziando la dotazione informatica, ma serve comunque un operatore qualificato che sia in grado di districarsi in una giungla normativa in continuo mutamento. Sulla questione sono già state presentate cinque interrogazioni parlamentari e negli ultimi giorni si è sparsa la voce di una possibile proroga ai contratti. I precari, non solo a Prato, non si fidano perché sanno che quando si va a votare la legge finanziaria molte promesse diventano carta straccia ed è per questo che cercano di far sentire la propria voce. Alcuni questori, compreso quello di Prato, Filippo Cerulo, hanno attestato la loro competenza e l'utilità della loro funzione. Ora la palla passa al Parlamento. I dodici precari pratesi non hanno uno stipendio da nababbi. Hanno un contratto di 36 ore settimanali, livello B1, e guadagnano poco più di mille euro al mese, straordinari esclusi. Se verranno mandati a casa, le conseguenze ricadranno su migliaia di stranieri. P.N.
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