Attenzione
Tavola rotonda sul ciclismo con l’ex campione carmignanese, Nencini, Napolitano, Calamai e Ancilotti
Il Comune festeggia le 70 candeline di Bitossi
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Franco Bitossi2 MINUTI DI LETTURA
CARMIGNANO. Non è la prima volta che Carmignano festeggia il suo "Cuore matto", ovvero il campione delle due ruote Franco Bitossi. L'aveva fatto l'amministrazione comunale qualche anno fa, organizzando una domenica mattina una tavola rotonda sul ciclismo. L'ha fatto il borgo dove era nato, Camaioni, chiamando con lui nel 2003 altri grandi campioni e protagonisti di ciclismo diventato mito e poesia. Ma le feste non finiscono mai e sabato alle 10 il Comune ha deciso di festeggiare in palazzo comunale le settanta candeline di Franco Bitossi, appena spente. Con il campione, naturalmente, ma anche assieme a Riccardo Nencini, presidente del comitato regionale della Federazione ciclistica italiana, con l'assessore allo sport della Provincia Antonio Napolitano, il giornalista sportivo Franco Calamai e l'esperto di ciclismo Luciano Ancilotti. Franco Bitossi non abita a Carmignano da tempo. Ma a Carmignano, sulla riva destra dell'Arno a Camaioni, un paese diviso a metà con Montelupo fiorentino, è nato il 1 settembre 1940. E lì ha vissuto, fino al matrimonio. E chissà che non sia stata quella salita, davvero infernale da percorrere in bicicletta, che da Camaioni conduce ad Artimino a fargli scoprire il suo talento e irrobustirgli le gambe. Quella salita, confidò una volta, che faceva appunto ritto sulle due ruote. Franco Bitossi aveva una fastidiosa aritmia cardiaca, che lo costringeva a volta a fermarsi a metà gara per poi ripartire. Eppure nonostante questo in diciotto anni da professionista, tra gli anni Sessanta e Settanta, ha collezionato ben 159 vittorie (106 con la Filotex di Prato), nel solco della grande tradizione toscana di Bartali, Magni e Gastone Nencini. Quando era piccolo, in Arno si poteva fare ancora il bagno e per attraversarlo c'era una zattera trainata da una fune. L'unico altro modo, raccontano gli anziani del paese, era passare sul ponte della ferrovia, lungo i binari del treno. Anche Franco era costretto ad usare la barca, per recarsi con la sua bici agli allenamenti. E di quel ponte che mancava parlò in diretta tv nel 1964, dopo una delle sue quattro vittorie di tappa al giro d'Italia. Nel 1972 fu posta la prima pietra e nel 1974 il ponte, lo stesso a senso unico alternato che esiste oggi, fu inaugurato. W.F.
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