Italia
LETTERE E INTERVENTI
Assemblea Libertà è Partecipazione
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STRANIERI/1 Rivendico le mie idee non si spara nel mucchio Ho letto con vivo stupore la durissima presa di posizione del comitato di via Pistoiese nei confronti del sottoscritto, di Ferranti e di Ardita, per aver criticato il provvedimento emesso dal sindaco per la chiusura dei locali cinesi a mezzanotte; un provvedimento che ho ritenuto non capace di risolvere le diverse problematiche che attanaglia la zona da diversi anni, facendo presente che bisogna intervenire per affrontare in modo incisivo le seguenti questioni: quella economica del distretto, in particolare allo sfruttamento minorile ed al lavoro nero; quella urbanistica, per quanto riguarda gli strumenti e le strategie che dovrebbero permettere di riqualificare l'area nonché migliorare la qualità della vita; quella dell'integrazione e dei rapporti con la società multietnica, con particolare riferimento alle politiche mirate a garantire una leale e proficua integrazione tra le diverse culture; quella sociale legata alla sicurezza ed alla legalità, la battaglia alla manodopera clandestina, al rispetto degli orari di lavoro ed alle sanzioni per chi non osserva leggi e regolamenti. Inoltre, ho ritenuto giusto sottolineare che quando si colpisce nel mucchio senza tener conto di chi è in regola e rispetta le norme, rischia di produrre effetti controproducenti, ecco perché ho espresso un giudizio negativo sul provvedimento perché non risolvano i problemi alla radice,ma rischiano di isolare ancora di più queste comunità dal resto della Città. Ho sempre sostenuto, e quindi respingo al mittente le ingiuste critiche, perché il tema della sicurezza per me e per il mio Partito, rappresenta una preoccupazione importante per i cittadini. Occorre essere consapevoli che la convivenza civile è fatta di valori e di regole condivise e richiede che tutti le rispettino e che chi ha la responsabilità di garantirla sia nelle condizioni di dare risposte adeguate (aumento dell'organico delle forze dell'ordine, più risorse economiche), di promuovere risposte efficaci anche in termini di prevenzione tramite interventi di recupero urbanistico (vedi il Macrolotto zero), assistenza alle vittime dei reati, progetti sociali e di salvaguardia dell'ambiente. Giovanni Mosca Presidente Circoscrizione Prato Ovest STRANIERI/2 Don Brunetti è un prete e difende gli uomini Difendere la dignità delle persone è un dovere. Don Brunetti non fa politica ma fa il suo dovere di prete quando difende gli ultimi e critica provvedimenti disumani. Meraviglia che il segretario della Lega e l'onorevole Mazzoni, con reazioni fin troppo aggressive si scandalizzino tanto. La reazione scomposta della Lega per bocca del suo segretario provinciale nei confronti di monsignor Brunetti, reo di argomentare sui temi caldi dell'integrazione sociale dei rom, non è altro che la conferma del vuoto culturale e politico di un partito capace solo di cavalcare col qualunquismo becero e il populismo rampante temi delicati e complessi. Domandare e chiedere che sia la Chiesa a promuovere politiche di integrazione significa squalificare le istituzioni pubbliche, rovesciare i problemi, rinunciare a confrontarsi con spirito democratico e con proposte serie e costruttive sui problemi che le minoranze vivono e pongono alla società. L'attacco alla persona è sempre sintomo di debolezza argomentativa e politica, gli slogan facili e urlati lasciano il tempo che trovano e come boomerang ritornano addosso a chi li produce, lasciando le cose come stanno, semplicemente coerenti col qualunquismo che li genera. Un qualunquismo pericoloso che irresponsabilmente fomenta i conflitti più che mirare a risolverli. Luca Roti consigliere provinciale Pd POLITICA Questa giunta non pensa ai giovani Siamo felici che l'opinione pubblica capisca il sostanziale immobilismo in cui versano le Politiche Giovanili. Più volte abbiamo ripetuto che è allarmante in una città con 30 mila giovani e in fase di diversificazione del modello produttivo questo disinteresse verso un settore centrale per il rinnovamento e il dinamismo di Prato. Tanto più quando si notano sprechi e ritardi sull'utilizzo delle strutture a disposizione. La questione principale è che l'amministrazione sembra mancare di progettualità e figure di riferimento, fuori dagli scambi elettorali e dalla concezione dei giovani come clienti di eventi. A riprova, abbiamo constatato che nel bilancio previsionale 2010-2012 la quota per questo settore ammonta appena allo 0,2% del totale, mentre corrispondono a 0 le risorse per il piano di investimenti. Ci chiediamo come mai non si prenda spunto da altri comuni della stessa provincia per l'istituzione di borse di studio, borse lavoro, oppure per la tutela dei giovani lavoratori nel periodo di avviamento e di apprendistato, o ancora per il sostegno alla casa, verso studenti e giovani coppie. Purtroppo ci pare di capire che, se risulta difficile la riqualificazione e l'amministrazione di una struttura già realizzata come Officina Giovani, questioni più nevralgiche come queste non troveranno posto nell'agenda di questo Comune. Da parte nostra continuiamo costantemente a bussare a tutte le sedi ed incontrare tutte le istituzioni, che sono disponibili al recepimento di idee e progetti, senza diffidenza o chiusure verso nuove proposte. Il primo banco di prova per testare l'apertura dell'amministrazione verso la città e le sue parti più dinamiche, dopo le parole di interessamento e gli impegni presi dal sindaco in persona, potrebbe proprio essere il progetto pilota di partecipazione diretta di ragazze e ragazzi, affiancati dai funzionari comunali, per l'organizzazione degli indirizzi e della programmazione dei Cantieri Culturali. La partecipazione diretta agli spazi e alle attività, infatti, sarebbe un canale più coinvolgente per riuscire ad estendere al massimo la frequentazione delle strutture e la fruizione dei servizi.
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