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Ecco la verità sull'episodio oscuro dell'ignoto militare polacco fucilato
Roberto Daghini
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Lo scopo di questo articolo è di fare chiarezza su un episodio avvenuto alla liberazione a Prato e rimasto oscuro per molto tempo. Anche se non esistono prove certe per la mancanza del nome del protagonista, i documenti esaminati indicano importanti indizi su come si svolsero realmente i fatti. Il 7 settembre 1944 nella Prato abbandonata dai tedeschi e occupata dai partigiani, ebbe luogo a torto o ragione una violenta epurazione di fascisti locali. Tra queste persone vi era anche un militare Polacco il cui nome è rimasto ignoto. Secondo le relazioni delle formazioni partigiane pistoiesi, questo militare aveva disertato dall'esercito tedesco e si era aggregato alla formazione partigiana pistoiese Comunista numero 1. Ma la sua adesione era solo di facciata, servì solo a indicare ai tedeschi dove poter colpire i partigiani. Infatti il 9 agosto 1944 a seguito di una rappresaglia, fu circondato l'abitato di "Castel Gironi" (nel comune di Quarrata). Dopo aver fatto uscire donne e bambini i tedeschi distrussero tutte le quattordici case lasciando senza tetto gli abitanti del piccolo borgo. In una di queste erano rimasti nascosti Giordano Cappellini, partigiano, abitante alla Ferruccia di anni 19 che fu ucciso a mitragliate mentre cercava di arrendersi passando dai tetti con Mario Innocenti. Quest'ultimo era un giovane inerme e malaticcio, raggiunto e catturato fu barbaramente e con odio finito a bastonate dallo stesso soldato Polacco traditore. Finito l'eccidio, che non era rimasto senza testimoni, a fine agosto forse il milite seguì le truppe tedesche a Prato da queste probabilmente venne abbandonato rimanendo escluso nella ritirata fu poi catturato dai partigiani pratesi che venuti a conoscenza del suo operato resero giustizia alla morte di Mario Innocenti fucilandolo.
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