Proteste
Rifiuti, "rete" di impianti
Cristina Orsini
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Il presidente Asm Alessandro CanovaiIl progetto di distretto verde del presidente Asm Canovai
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PRATO. Supplire al deficit storico di impianti per smaltire i rifiuti, in primis l'inceneritore, con la "politica delle tazzine da caffè". «La realizzazione cioè di tanti piccole centrali che servano a riutilizzare quella parte di rifiuti che proviene dalla raccolta differenziata, ma anche dall'indifferenziata, così da contrarre i costi di smaltimento, sempre in crescita, patrimonializzando, contestualmente, la società». Alessandro Canovai, direttore tecnico della Gesenu, l'azienda per la raccolta e smaltimento dei rifiuti di Perugia, vice presidente del Consorzio dei compostatori e, da maggio, presidente di Asm, non appena messo piede negli uffici di via Paronese ha ingranato la quinta, facendo partire una rete di progetti che abbracciano Prato, Montemurlo e l'area metropolitana. Distretto verde. «Non c'è altro da fare - spiega - che proseguire nel solco della nostra storia. Storia di produzione tessile d'eccellenza, ma da una materia prima di scarto: gli stracci. Lo stesso oggi bisogna fare con i rifiuti: recuperarli per creare diversificazione e lavoro con l'obiettivo di arrivare a un "distretto verde", ma in grado di produrre con un valore aggiunto in termini di sostenibilità ambientale». Canovai parla di «salto culturale», di «questione sempre più sentita da quella parte di società strutturata e disponbile a scegliere un prodotto riciclato anche se un po' più caro» e di strada obbligata. I numeri. Perchè i numeri, sui rifiuti, restano impressionanti. Prato ne produce annualmente circa 200mila tonnellate per un costo totale di 20 milioni. Il 30-35% del costo complessivo è rappresentato dallo smaltimento in discariche (Peccioli) della parte indifferenziata, circa il 50% della raccolta totale. Ma Asm sostiene costi anche per conferire ad altri impianti la parte differenziata, l'altro 50% del totale dei rifiuti che entro il 2012 dovrà salire al 65%. Progetti in rete. La "politica della tazzina", dei piccoli impianti che trasformano rifiuti, ha già due punti fermi: uno a Vaiano, pronto per l'appalto, l'altro nell'area Gida, in dirittura d'arrivo. «Riguardano il recupero della frazione organica della raccolta differenziata, la più pesante e quindi la più onerosa visto che il costo di smaltimento si calcola a peso». A Vaiano nascerà un impianto di compostaggio, per produrre compost di qualità da utilizzare come fertilizzante in agricoltura. Nell'area Gida, invece, per poter depurare le acque, residuo del trattamento, l'organico verrà sottoposto a una "digestione anaerobica" per la produzione di biogas. «In sostanza dalla decomposizione dei rifiuti si produce metano che - spiega Canovai - viene trasformato in energia elettrica». Gli impianti di Vaiano e area Gida avranno una capacità di trasformazione di 60mila tonnellate di rifiuti l'anno «in grado di esaurire la parte di organico che Prato produce, ma di poter anche accogliere rifiuti provenienti dall'area metropolitana». La "frazione secca" della raccolta differenziata, nei progetti di Asm, prenderà un'altra strada: vetro, plastica e lattine subiranno un processo di separazione (la differente tipologia di plastica, per esempio), in un nuovo impianto il cui bacino sarà di area metropolitana e per il quale si sta ancora cercando un'area di 30mila mq sul territorio di Prato. La frazione secca oggi è destinata al consorzio Conai che poi smista il materiale alle aziende per il prodotto finito. «L'impianto di deassimilazione che verrà realizzato in società con la Revet di Pontedera e che selezionerà circa 15mila tonnellate di materiale l'anno - aggiunge Canovai - ci darà l'opportunità di cercare clienti autonomamente, sperando che col tempo si possano avviare cicli di produzione di oggetti finiti anche nel distretto». Avanguardia del recupero di materiali di scarto sarà l'impianto che nascerà nell'area Asm per il recupero e la produzione di energia elettrica dall'olio esausto, l'olio fritto, la cui campagna di raccolta è già partita in Vallata e a Prato. L'impianto riciclerà circa 3mila tonnellate di olio l'anno. Altre 3mila risulteranno dall'impianto in via di progettazione a Montemurlo assieme a una società di Bergamo. «Servirà per trasformare la spazzatura di strada - dice il presidente Asm - in sabbia e inerti da vendere nell'edilizia». Contando il ciclo di recupero della crata (20 tonnellate di chili l'anno) i nuovi impianti trasformeranno, a regime, un centinaio di tonnellate di rifiuti differenziati «con un risparmio notevolissimo di costi». C'è infine la grande parte dell'indifferenziata. Anche qui Asm ha un progetto nel cassetto: realizzare dentro l'area aziendale un impianto per la produzione di cdr: «Non è altro che combustibile da utilizzare per uso industriale. Il nostro obiettivo - conclude Canovai - è arrivare a un prodotto sicuro per superare le diffidenze che ancora esistono».
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