Il Tirreno

Prato

Si comincerà a raccogliere tra una settimana: in ritardo rispetto agli anni passati ma in linea con la tradizione

Maturazione lenta ed eccellente

 Walter Fortini
Maturazione lenta ed eccellente

Vendemmia tardiva, ma è l'annuncio di un'annata da ricordare

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CARMIGNANO. Ancora non è stato staccato un chicco dai filari di viti che si arrampicano sulle colline del Montalbano. Rispetto agli ultimi due anni la maturazione è un po' in ritardo e la vendemmia non è ancora iniziata. «Siamo tornati su ritmi più tradizionali» ripetono nelle fattorie. «Ma tutto ci dice che sarà un gran vino» azzarda Igor Fiorini. Forse è presto per far previsioni. I contadini più anziani sanno bene che l'ultima parola, definitiva, la si pronuncia quando le uve sono già in cantina. Ma incrociando le dita il presidente del consorzio dei viticoltori di Carmignano, il direttore della fattoria di Artimino Igor Fiorini, è convinto. «Il 2010 - dice - sarà un'annata che si ricorderà. Tutto lascia presupporlo».  Probabilmente non sarà una vendemmia molto carica: la quantità non sarà eccessiva. Ma sulla qualità non sembrano esserci dubbi ed è quella che conta per una produzione di pregio come quella carmignanese: una Docg, tre Doc e un pedigree di nobiltà che risale al 1716, quando il granduca Cosimo II dei Medici anticipò per il Carmignano ed altri soli tre vini in Toscana la denominazione di origne controllata. Primato che si somma a quello di aver fatto sposare sangiovese e cabernet, tipico vitigno francese, fin dal Cinquecento.  Sulle colline del Montalbano in queste settimane, da un paio di anni, già si iniziavano a raccogliere i bianchi. «Avvieremo la vendemmia dello Chardonnay solo la prossima settimana» dice Serena Contini Bonacossi della Tenuta di Capezzana, altra fattoria storica e blasonata. E lo stesso faranno altrove, per poi raccogliere il sangiovese, la base del Carmignano, a metà settembre e le ultime uve, quelle scelte, nella prima metà di ottobre. Intanto tornano a salire le vendite all'estero, segno che la crisi sta finendo. Ed è un bel segnale. Non ci sono grandi segnali dai nuovi mercati: la Russia e l'India ad esempio. «Il Carmignano - racconta Igor Fiorini - continua ad essere venduto soprattutto negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Giappone e in Germania. Ma gli ordini lì stanno ricominciando a salire».  Dal 30 settembre al 3 ottobre la dozzina di fattorie che producono Carmignano saranno a Firenze al Winetown, prima edizione di una mostra dedicata ai vini di qualità di tutto il mondo. A novembre saranno a Lucca. Per farsi conoscere anche in Toscana.

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