Proteste
Prigionieri di un tanfo insopportabile
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MONTEMURLO. «Dio ci liberi, la sera siamo costretti a chiudere le finestre tanto è il puzzo che sale dal fosso». Il fosso è quello nato dall'adeguamento del torrente Funandola ai lavori di costruzione della nuova Coop (PG2). La voce è invece quella di Marisa Mazzanti, uno degli abitanti del primo tratto di via Barzano, che corre accanto al nuovo torrente. «Molto spesso l'odore di fogna è insopportabile - spiega la signora Marisa, che abita al numero 76 - Prima avevamo le zanzare e in qualche modo sopportavamo, adesso invece ci tocca pure scegliere se soffocare dal puzzo oppure chiudere le finestre e morire di caldo. Dobbiamo trovare una soluzione - conclude - La situazione non è più tollerabile». Il torrente Funandola, i cui lavori non sembrano ancora terminati visto che il cantiere non è stato smantellato, è scoperto per forse trenta, quaranta metri e punta dritto il nuovo parcheggio costruito lungo via Rosselli e il lotto di terra dove dovranno sorgere due palazzine di quattro piani, secondo quanto stabilito dal PG2. Il sospetto degli abitanti di via Barzano è che nel fosso venga scaricato qualcosa che invece dovrebbe essere convogliato altrove. «Non viviamo più e non tutti possono permettersi di andare via - si lamenta Domenica Caruso, la vicina di casa della signora Mazzanti. Che dal canto suo aggiunge qualche dettaglio: «Certe sere l'odore è quello dello scarico dell'acquaio, qualcosa che credo non debba finire in un fosso come quello che abbiamo sotto casa. Ma questo alla fine è solo il più grosso dei problemi che ci troviamo ad affrontare tutti i giorni». Quello che raccontano gli abitanti della manciata di case che costeggiano il nuovo corso del Funandola è una serie di disagi che comincia la notte dello scorso 25 dicembre. «La notte di Natale scoppiò un tubo e ci ritrovammo con trenta centimetri di melma in tutta la casa - spiega Marisa Mazzanti - Poi qualche mese fa comparve questo nuovo fosso che non dev'essere stato fatto tanto bene, visti tutti i disagi che provoca. Senza considerare i palazzi che ci costruiranno proprio davanti alle finestre e il parcheggio di via Rosselli. E' finito da mesi ma non l'hanno ancora aperto - conclude - Così a noi e agli altri abitanti della strada non resta che litigare tutte le sere per trovare un posto dove lasciare l'auto».
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