Gioco
Il caffè al bar aumenta in sordina Ora la tazzina costa un euro L'Adiconsum: «Boicottateli»
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Brutte notizie per chi non sa rinunciare al caffè del bar I commercianti si giustificano con l'aumento delle materie prime Stangata in vista anche per il pane, colpa degli incendi in Russia
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PRATO. Qualcuno non ci ha fatto nemmeno caso, troppo preso dal piacere di gustarsi un "nero" al banco. In fondo, la differenza è di pochi spiccioli. Il caro-tazzina però c'è stato, eccome. Tanto per rendere più amaro il rientro dalle vacanze dei pratesi. Qualche bar della città, nel rialzare la saracinesca a fine agosto, ha pensato bene di ritoccare il listino all'insù, portando il prezzo da 90 centesimi a 1 euro. Altri invece hanno preferito far scattare l'aumento dal 1º agosto. I motivi della decisione sono diversi, imputabili al rincaro delle materie prime, in primis le miscele di caffè e il latte (quest'ultimo aumentato del 5% il 16 agosto), ma anche ai costi di gestione degli esercizi. Così giustifica la scelta Paolo Sacchetti della pasticceria "Nuovo Mondo" che ha riaperto martedì, inaugurando subito la nuova era della tazzina a 1 euro. «I costi delle materie prime aumentano sempre quando tutti sono in ferie. Ma al di là di questo, mi chiedo perché un caffè all'Autogrill di Peretola costa 1 euro e io, che do al prodotto una certa ambientazione, devo farlo pagare meno. Per 3 anni comunque il costo della tazzina non era mai stato toccato». Il nome di Sacchetti, maestro pasticcere, non ha bisogno di presentazioni. Ma fare questo mestiere non è una passeggiata: i costi per un negozio sono tanti. Primo fra tutti, la bolletta dell'acqua sempre più salata. Acqua, ingrediente per un buon espresso: «A parità di consumi, l'ultimo mese ho speso 570 euro contro i 270 dell'agosto 2009. E poi c'è caffè e caffè. Sul mercato ci sono miscele a 10 euro al chilo: io ne pago 23. Non ci sono alternative: o si diminuisce la qualità, o si rivede il prezzo». Non sono immuni dalla decisione di aumentare i bar fuori dalle mura. «Nel nostro caso l'aumento è scattato dal 1º agosto», fa sapere Francesca, dipendente del bar Orgiù di via Roma. Cifra tonda anche per la tazzina al Caffè 21 di viale Piave: anche loro rientrati dalle vacanze martedì scorso e subito caffè a 1 euro. Ma le associazioni dei consumatori, in testa Adiconsum, non ci stanno: «Non c'è stata comunicazione ufficiale da parte delle associazioni di categoria, gli esercenti hanno preso i nuovi listini e li hanno esposti. Questi aumenti - avverte il responsabile provinciale Giovanni Mannocci - andranno a incidere negativamente sul bilancio familiare. Il consiglio che diamo ai cittadini è di scegliere quei gestori che hanno tenuto un comportamento più corretto». Intanto un altro allarme suona anche sul versante pane e pasta, per la minore produzione di cereali in Russia, con la farina aumentata in certi casi del 50% al quintale. «Al più presto convocheremo una riunione di categoria per decidere se rincarare il pane in vendita, i cui prezzi per ora rimangono fermi», annuncia Maria Grazia Polidori del panificio "Bartoloni" e presidente provinciale dei panificatori di Confartigianato. «Se aumenti ci saranno - prevede Riccardo Sabatini di Cna - non supereranno i 10/20 centesimi al chilo».
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