Il Tirreno

Prato

Il segretario uscente esce allo scoperto alla Festa democratica di Sant’Ippolito

Ferranti si ricandida alla guida del Pd

Paolo Nencioni
Bruno Ferranti
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Bruno Ferranti

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 PRATO. Bruno Ferranti esce allo scoperto e si candida per essere rieletto segretario della federazione provinciale del Partito democratico al prossimo congresso del partito, in programma alla fine di ottobre.  Ferranti, eletto l'anno scorso per traghettare il Pd verso acque più tranquille dopo la bruciante sconfitta del centrosinistra alle elezioni comunali, ha scelto un palcoscenico di periferia, la Festa democratica in corso al Circolo Arci di Sant'Ippolito, per annunciare ufficialmente la sua candidatura. Nel caso non ci fosse accordo su un solo candidato, gli altri eventuali hanno tempo fino al 20 settembre per raccogliere le firme necessarie. Poi inizieranno le votazioni dei delegati nei circoli e il congresso ratificherà le scelte degli iscritti, perché non sono previste primarie: voterà solo chi ha in tasca la tessera del partito.  «Sono disponibile ad andare avanti - ha detto Ferranti nel corso del dibattito alla Festa di Sant'Ippolito - Con altri obbiettivi. Finora si è trattato di riprendersi dal ko. Adesso bisogna definire un progetto per ridare ottimismo e fiducia alla città».  Altri candidati al momento non si intravedono, ma potrebbero farsi avanti entro il 20 settembre.  Rispondendo alle domande sull'attualità politica, Ferranti si è schierato contro il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che nei giorni scorsi ha invitato a "rottamare" la vecchia guardia del Pd. «Bersani è stato eletto da meno di un anno - ha detto Ferranti - e il leader è lui, altrimenti non si vince».  Quanto alle questioni locali, il segretario uscente del Pd ha detto di non avere in tasca una ricetta per far uscire la città dalla crisi economica, ma è sicuro che il Pd dovrà tornare a essere il partito della gente. Un partito "pesante", come predica da tempo Bersani, radicato nel territorio come lo era un tempo il Pci. Sul tema dell'immigrazione e della sicurezza Ferranti ha voluto ribadire che l'impegno ampiamente pubblicizzato dall'assessore Milone nel contrasto all'illegalità cinese a Prato è lo stesso che stanno mettendo in campo i sindaci Pd degli altri Comuni della provincia.  Quantomai negativo il giudizio sull'azione amministrativa del sindaco Roberto Cenni: «Ha fatto tante promesse, ma non c'è un progetto per la città. E sono stati persi soldi e occasioni, come nel caso dei fondi disponibili per l'area Ex Banci, che il Comune non ha voluto, forse solo per non portare avanti un progetto immaginato dalla passata amministrazione di centrosinistra». Nessun attacco personale a Cenni, però, sul suo doppio ruolo di sindaco e di proprietario della Sasch in crisi: «Noi distinguiamo le questioni personali da quelle politiche».  Semmai il Pd si prepara a dar battaglia sulla questione della CariPrato: «Abbiamo perso la banca di riferimento del distretto e nessuno dice niente, compreso il sindaco».

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