Proteste
Fa discutere il coprifuoco a Chinatown
Ba.Bu.
◗
Il sindaco Cenni e lassessore Caverni Ferranti: misura discriminatoria. Caverni: tuteliamo la quiete
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Tra qualche giorno sarà improbabile riuscire a sedersi a tavola dopo il cinema per cenare in uno dei locali del Macrolotto zero. E' questa, infatti, l'unica zona della città interessata dalla nuova ordinanza del sindaco, che prevederà che le attività di somministrazione di cibo e bevande debbano chiudere a mezzanotte e liberare gli spazi esterni alle 23. Sul perimetro interessato si sta ancora lavorando. Al momento si parla di via Pistoiese a partire dalla confluenza con via Filzi (dal bar Roberta in poi compreso), via San Paolo (lato destro), via Curtatone, via Donizetti, un tratto di via Filicaia e uno di via Strozzi (all'altezza di via Marini). L'ordinamento non ammette distinzioni tra attività italiane e straniere ma prende di mira un'intera area geografica dove gli esercizi commerciali orientali rappresentano la stragrande maggioranza. «L'intento - spiega l'assessore alle Attività produttive Roberto Caverni - non è quello di colpire le attività cinesi, ma di tutelare il diritto di quiete dei residenti italiani che ancora vivono in quella zona della città. Questo provvedimento servirà a stabilire delle regole di convivenza senza tuttavia impedire a chi lavora di continuare a farlo, fino a mezzanotte». Si giustifica in questo modo una delibera che, pensata in questo modo, va inevitabilmente a fare discriminazioni sul mercato. Per il segretario provinciale del Pd Bruno Ferranti si tratta di «un'ordinaza discriminatoria che ammette la resa di questa amministrazione comunale di fronte alla gestione della convivenza - dice - Dovrebbero essere i difensori del libero mercato invece si dimostrano i paladini del protezionismo». Più dura la reazione di Salvo Ardita, segretario provinciale dell'Idv. «I fantasmi del peggior fascismo di una volta tornano ad aleggiare su Prato - commenta - Come si può avallare questo genere di politica sempre più xenofoba che finisce per penalizzare anche i pratesi?». E' questo il caso di Giovanni Seghetti, gestore della storica pizzeria il "Cavallino rosso" di via Curtatone dove i vigili urbani non sono mai intervenuti una volta per disturbo della quiete pubblica nonostante il prolungamento dell'orario d'apertura serale. «Con questo nuovo provvedimento sarà difficile riuscire a garantire lo stesso servizio alla nostra clientela - spiega il ristoratore - siamo da sempre un punto di riferimento per la gente che sa di poter cenare da noi ogni sera fino all'una di notte. L'ordinanza potrebbe danneggiarci economicamente obbligandoci, se le cose dovessero peggiorare, a mandare a casa il personale». Resta il dubbio se sia legale ordinare a ristoranti di chiudere a mezzanotte solo perché si trovano in quella zona della città a prescindere dal fatto se stiano disturbando o meno la quiete. Tenendo conto che le telefonate dei residenti ai vigili urbani riguardano, spesso, anche locali italiani localizzati in diverse aree della città. «Un'altra zona particolarmente critica per i rumori è quella di piazza Mercatale - spiega il comandante della municipale Andrea Pasquinelli - Certi locali, specie d'estate, sono frequentati fino a tardi e gli schiamazzi notturni possono creare disagio ai residenti. In questi casi interveniamo nei confronti del gestore e arriviamo al sequestro preventivo solo di fronte a ripetute lamentele di più residenti». D'accordo invece con la decisione del sindaco il presidente della Circoscrizione centro Massimo Taiti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
