Il Tirreno

Prato

Cassa integrazione per 22 in un'azienda metalmeccanica

Alessandro Pattume
Cassa integrazione per 22 in un'azienda metalmeccanica

La Fait Group di via Scarpettini taglia un terzo del personale

3 MINUTI DI LETTURA





MONTEMURLO. Neppure il settore metalmeccanico sfugge alle grinfie di una crisi che continua a far vittime, anche se a ritmi meno vertiginosi. E' il caso, a Montemurlo, della Fait Group Spa Motovent, che il 28 luglio scorso ha firmato in Provincia insieme ai rappresentanti sindacali l'accordo per la cassa integrazione straordinaria di 22 dipendenti. Poco meno di un terzo dei 75 dipendenti del quartier generale con sede in via Scarpettini, nel cuore industriale di Montemurlo. «Facciamo volare le tue idee» recita il motto di un'azienda che dal 1976 ad oggi si è specializzata nella produzione di alberi d'acciao e nella distribuzione di componenti di precisione per l'industria aprendo sedi in Italia (Milano) e anche nel resto del mondo (Usa, Romania e Francia).  Un settore, quello metalmeccanico, che se era già poco in linea con la realtà tessile di Prato, adesso rischia di staccarsi completamente dal territorio di provenienza.  «Il nostro è sempre stato un settore anomalo in una realtà come quella pratese - spiega Massimo Bassi, responsabile del controllo di gestione dell'azienda - Dal 1976 la nostra azienda è cresciuta e si è allargata, anche se si è trattato sempre e continua a trattarsi di gestione di tipo familiare. Fino a poco tempo fa avevamo clienti anche a pochi chilometri di distanza ma negli ultimi anni molte aziende hanno chiuso o hanno smesso di acquistare. La situazione è cambiata in modo inesorabile e siamo stati costretti a prendere questa decisione - conclude - La crisi non ci ha permesso di fare altrimenti».  Così, se il quartier generale dell'azienda rimane legato a Prato e alle famiglie Bassi e Mennini che la dirigono da sempre, il mercato si concentra invece al nord, a Milano, dove c'è la sede per la distribuzione, la vendita e il supporto tecnico destinato al nord Italia. Senza dimenticare la filiale americana e quella francese, attraverso cui i prodotti della Fait Group vengono venduti nel resto del mondo. «La situazione generale lascia per fortuna intravedere timidi segnali di ripresa - ammette Massimo Bassi - Ma abbiamo anche la certezza che con Prato, purtroppo, avremo sempre meno a che fare». Per la Fait Group s'apre quindi un altro capitolo e nuovi orizzonti su cui concentrarsi. Questa volta lontano da Prato.  Prima invece, quando tutto ancora andava bene, l'azienda delle famiglie Bassi e Mennini finì addirittura in televisione e venne elogiata dal Presidente della Repubblica Antonio Napolitano in persona. Il tono di Massimo Bassi s'abbassa.  «Nel 2006 volemmo festeggiare il trentennale della nostra attività con una donazione a Telethon - spiega - Ci parve un modo responsabile di festeggiare il nostro anniversario sostenendo al tempo stesso un settore fondamentale come la ricerca per la lotta alla distrofia muscolare e ad altre malattie genetiche. Finimmo in Rai e ricevemmo il ringraziamento dello stesso Napolitano e cercammo pure di contattare i giornali per spingere altre aziende a seguire il nostro esempio - conclude Bassi - Nessuno però ci diede ascolto, nemmeno i quotidiani pratesi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web